22.07.2014 h 16:03 commenti

Rogo di via Toscana, aperto processo ai gestori della ditta. Si ridimensiona l'esercito delle parti civili

I familiari delle sette vittime non si sono costituiti parte civile contro gli imputati connazionali in virtù del risarcimento già ottenuto. Lo hanno fatto, invece, i parenti di secondo grado e l'unico sopravvissuto alla tragedia. Tra le parti civili, come nel processo a carico dei proprietari dell'immobile, Comune, sindacati e Inail. Prossima udienza il 29 settembre
Rogo di via Toscana, aperto processo ai gestori della ditta. Si ridimensiona l'esercito delle parti civili
Rispetto al processo a carico dei fratelli Giacomo e Massimo Pellegrini, titolari del capannone che ospitava la confezione Teresa Moda distrutta lo scorso primo dicembre da un incendio nel quale morirono sette operai cinesi, si ridimensiona l'esercito delle parti civili nel processo con rito abbreviato, aperto stamani, che vede sul banco degli imputati i tre gestori di fatto dell'azienda, le sorelle Lin You Lan e Lin Youli e il marito di una di loro, Hu Xiaoping, da pochi giorni agli arresti domiciliari, accusati di incendio e omicidio colposo plurimo oltre che di sfruttamento della manodopera clandestina e omissione delle cautele antinfortunistiche. I parenti di primo grado delle vittime, infatti, non si sono costituti parte civile in virtù di una scrittura privata redatta in Cina che assegna ad ogni famiglia un risarcimento, da parte dei datori di lavoro, di 110mila euro. A costituirsi parte civile sono stati solo i familiari di secondo grado e l'unico sopravvissuto alla tragedia di via Toscana, difesi dall'avvocato Tiziano Veltri. A completare la schiera il Comune di Prato, i sindacati e l'Inail che ha già provveduto ad un risarcimento di oltre un milione 650mila euro a mogli, mariti e figli delle vittime. Il giudice ha rinviato l'udienza al 29 settembre e in quella occasione deciderà sulla richiesta di giudizio abbreviato condizionato avanzata dalla difesa. A dopo l'estate, per la precisione al 10 ottobre, era stata rinviata anche la nuova udienza del processo con rito immediato ai fratelli Pellegrini. Il diverso comportamento delle famiglie delle vittime di fronte agli imputati italiani e di fronte agli imputati connazionali ha attirato le aspre critiche dell'ex assessore alla Sicurezza del Comune e attuale consigliere comunale di Prato libera e sicura Aldo Milone: “Purtroppo questa mossa – scrive – avvalora sempre di più la mia tesi: l'unico Dio che queste persone conoscono è il Dio denaro. La cosa era apparsa chiara già dai primi giorni dopo il rogo: le uniche richieste che provenivano dai familiari erano quelle economiche e non di ottenere giustizia o una dura condanna per i titolari della ditta. Sono state organizzate manifestazioni di solidarietà, fiaccolate e altre iniziative per poi assistere – continua Milone – ad una trattativa economica tra familiari delle vittime e connazionali che hanno provocato una morte così orribile dei loro parenti”. Non si ferma qui: Milone chiede conto anche del risarcimento elargito da Inail. “Mi piacerebbe sapere in base a quale norma è stato concesso e se lo stesso trattamento avviene anche per i lavoratori italiani per situazioni simili o se invece si tenderà a contestare il fatto che non dovevano dormire nei capannoni o lavorare a nero. Questa tragedia – conclude Milone – ha portato alla luce situazioni incredibili e un precedente che può essere molto pericoloso”. 
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi i Dossier:  Tragedia Macrolotto
Leggi gli Speciali:  Tragedia Macrolotto, i processi

Data della notizia:  22.07.2014 h 16:03

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Dossier

 

Speciale