11.11.2017 h 14:10 commenti

Rogo casa-fabbrica, trattativa per risarcimento ai parenti delle vittime: la procura chiede aiuto al console

Forte il sospetto che i gestori della ditta abusiva impiantata nell'appartamento alla Tignamica abbiano tentato di intavolare una trattativa per risarcire i familiari dei due operai morti. Il procuratore Nicolosi ha incontrato il console cinese a cui ha chiesto collaborazione per ricostruire eventuali contatti tra le parti
Rogo casa-fabbrica, trattativa per risarcimento ai parenti delle vittime: la procura chiede aiuto al console
Avrebbero tentato, se non addirittura intavolato, una trattativa per risarcire i familiari delle vittime i due cinesi, marito e moglie, finiti in carcere per l'incendio che lo scorso 26 agosto ha distrutto la loro ditta abusiva impiantata in un appartamento alla Tignamica. E' il sospetto a cui gli investigatori cercano conferme. Nel pomeriggio di ieri, venerdì 10 novembre, c'è stato un incontro tra il procuratore Giuseppe Nicolosi e il console cinese Wang Fuguo. Un incontro per chiedere collaborazione, per attivare finalmente quella sinergia più volte auspicata ma fino ad ora mai realizzata. L'inchiesta avrebbe fatto emergere la volontà degli imprenditori finiti in carcere con l'accusa di omicidio colposo plurimo, incendio colposo, omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche e sfruttamento della manodopera clandestina, di trovare una strada per pagare un risarcimento alle famiglie dei due operai morti nell'incendio. Esattamente quello che avvenne per i sette morti di via Toscana quando la proprietà della confezione Teresa Moda si attivò e pagò i familiari degli operai deceduti nonostante fosse ancora in corso l'inchiesta. Trovare conferme significa mettere un sigillo al fatto che marito e moglie - come sostengono gli inquirenti - erano  titolari della ditta abusiva e che le vittime lavoravano per loro. Il procuratore ha chiesto al consolato un aiuto a individuare eventuali contatti tra i gestori della fabbrica abusiva e i parenti delle vittime. Intanto è vicina al traguardo l'indagine: entro poche settimane, più o meno l'inizio di dicembre, la procura conta di chiudere l'indagine. Oltre ai due cinesi, sono indagate altre due persone: agli  la proprietaria dell'immobile, Patrizia Carmagnini, messa agli arresti domiciliari, e l'artigiano che ha lavorato all'impianto elettrico. Per tutti e due le ipotesi di reato sono omicidio colposo plurimo e incendio colposo; per la donna si aggiunge anche l'omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche.
nt
 
 
 
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Data della notizia:  11.11.2017 h 14:10

 
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