03.11.2017 h 14:55 commenti

Rogo casa-fabbrica alla Tignamica, anche i due indagati cinesi non rispondono al giudice

Marito e moglie, gestori della fabbrica abusiva impiantata nell'appartamento di proprietà di Patrizia Carmagnini, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Prato, la donna in quello di Trieste
Rogo casa-fabbrica alla Tignamica, anche i due indagati cinesi non rispondono al giudice
Come Patrizia Carmagnini, anche Hu Yongsheng e la moglie Hu Yinyan, gestori della fabbrica abusiva impiantata nella casa alla Tignamica distrutta da un incendio lo scorso 26 agosto nel quale sono morti due operai cinesi, hanno fatto oggi, venerdì 3 novembre, scena muta all'interrogatorio di garanzia. Difesi dall'avvocato Gabriele Zanobini, hanno preferito non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari. I tre indagati, agli arresti dal 30 ottobre – Carmagnini, proprietaria dell'immobile, difesa dagli avvocati Melissa Stefanacci di Pier Matteo Lucibello, ai domiciliari, Hu Yongsheng rinchiuso nel carcere di Prato e la moglie in quello di Trieste – sono accusati di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e omissione dolosa delle cautele antinfortunistiche. Nell'inchiesta della procura di Prato, condotta dai sostituti Lorenzo Gestri e Francesco Sottosanti e coordinata dal procuratore Giuseppe Nicolosi, figura un quarto indagato: l'artigiano che ha lavorato all'impianto elettrico dal quale, secondo gli investigatori, è partito il rogo che ha sorpreso nel sonno i due operai che dormivano in una cameretta ricavata nella mansarda accanto alle macchine taglia e cuci. Per l'elettricista la procura ipotizza i reati di omicidio colposo plurimo e incendio colposo. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato Val di Bisenzio

Data della notizia:  03.11.2017 h 14:55

 
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