09.01.2019 h 13:58 commenti

Ritrova la ex di trenta anni prima e la perseguita anche sul posto di lavoro: interviene la procura

Un uomo di sessant'anni, già indagato e rinviato a giudizio, ha continuato a perseguitare la ex ritrovata tramite Facebook. La procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna. Le indagini portate avanti dalla sezione di polizia giudiziaria della Municipale
Ritrova la ex di trenta anni prima e la perseguita anche sul posto di lavoro: interviene la procura
Messaggi scabrosi per rompere il ghiaccio con la ex di tanti anni prima e tentare un riavvicinamento. La prova, messa in atto a novembre del 2017, non solo era andata a vuoto ma aveva anche portato guai all'uomo, un sessantenne residente a Campi Bisenzio, indagato dalla procura di Prato per stalking. La sua vittima, una donna di 45 anni, residente nella provincia di Firenze, sposata e con figli, aveva subito denunciato il comportamento dell'ex completamente perso di vista dopo la fine della relazione e che ha continuato a perseguitarla anche dopo aver ricevuto a casa la visita degli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Municipale, essere stato indagato e anche rinviato a giudizio. I continui tentativi hanno fatto suonare un campanello d'allarme e così il sostituto procuratore Laura Canovai, competente perché alcuni dei fatti contestati sono stati commessi a Prato, ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la misura cautelare del divieto di avvicinamento. In pratica, il sessantenne dovrà mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla donna ovunque questa si trovi.
La relazione risale ad una trentina di anni fa: una frequentazione cominciata per ragioni di parentela e sfociata in qualcosa di più quando lei era ancora minorenne. Fatale è stato Facebook: l'indagato, un anno e mezzo fa, aveva ritrovato la vecchia fiamma, le aveva scritto subito messaggi inequivocabili e poi era riuscito a rintracciare anche il numero di telefono inviandole altri messaggi molesti nonostante il rifiuto ricevuto.
Complesse le indagini della polizia giudiziaria della Municipale che era riuscita a risalire al luogo dal quale i messaggi venivano inviati e a collegare l'uomo all'utente Messenger. Quando alla porta della sua abitazione si presentarono gli agenti, il sessantenne si difese respingendo ogni addebito e nominando un avvocato. Nonostante il rinvio a giudizio per stalking, non si è arreso: addirittura si è presentato sul posto di lavoro della donna spacciandosi per un'altra persona e chiedendo informazioni ai colleghi accampando per sapere quante più cose possibili. La quarantacinquenne ha subito capito che la persecuzione non era finita e si è di nuovo presentata a denunciare. Nel caso di violazione del divieto di avvicinamento, l'indagato rischia l'inasprimento della misura cautelare fino al carcere.
nt
 
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Data della notizia:  09.01.2019 h 13:58

 
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