24.11.2021 h 09:50 commenti

Riforma Statuto Fondazione: la guerra si sposta al Tribunale civile, 17 soci fanno causa

La difesa è stata affidata al professor avvocato Guido Alpa, esperto di fondazioni bancarie, affiancato dall’avvocato Leonardo Masi. La replica dei vertici dell'ente: "Nell'interesse della comunità di cui è espressione l'ente, chiederemo il ristoro delle risorse che verranno impegnate nelle spese legali"
Riforma Statuto Fondazione: la guerra si sposta al Tribunale civile, 17 soci fanno causa
Dopo la sconfitta al Tar della Toscana e in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, la guerra di un gruppo di soci contro la modifica dello Statuto della Fondazione Cassa di risparmio di Prato, approvata alla fine dello scorso anno e fortemente voluta dal presidente in carica, Franco Bini, imbocca la strada del procedimento civile. La causa al Tribunale di Prato porta la firma di 17 soci, qualcuno in meno rispetto agli oltre venti che hanno dato battaglia nelle aule della giustizia amministrativa. In quest'ultimo caso, lo ricordiamo, è stato impugnato il provvedimento del Ministero dell’Economia che approvava le modifiche statutarie. Il Tar ha dato ragione a Franco Bini, ora si attende la decisione del giudice di secondo grado a cui gli sconfitti si sono rivolti.
La scelta di ricorrere al giudice civile è "diretta conseguenza - si legge in un comunicato stampa dei ricorrenti - delle difese svolte dalla Fondazione di fronte al giudice amministrativo. In tale sede, infatti, l’ente assumeva la competenza del giudice civile a esaminare la controversia. L’investitura del Tribunale di Prato è stata, quindi, in un certo qual modo, sollecitata dalla stessa Fondazione, oltre che già preannunciata dai soci ricorrenti".
La difesa è stata affidata al professor avvocato Guido Alpa, esperto di fondazioni bancarie,  affiancato dall’avvocato Leonardo Masi, del Foro di Prato, socio dello studio  Giovannelli, autore dei ricorsi amministrativi e "capocorrente" dei contrari alle modifiche dello statuto. 
"Nell’atto di citazione - prosegue il comunicato -è stato evidenziato, in primo luogo, i profili di radicale nullità dello Statuto approvato, sia per mancanza dell’atto pubblico notarile, sia e comunque per assenza dell’imprescindibile espressione del previo parere dell’assemblea, artatamente sostituito da una mera discussione fra i soci presenti. Inoltre, nel merito, viene censurato il conflitto di interessi, determinatosi con il nuovo Statuto, fra il Consiglio di Indirizzo, trasformato nell’organo sovrano della Fondazione, e l’assemblea, ridotta ad un mero organo di ratifica dell’operato del Consiglio, nonché la decadenza dei soci storici, di fatto operata per effetto del mancato richiamo della pregressa normativa transitoria. Viene, così, assunta l’illegittimità delle modifiche statutarie approvate, tali da stravolgere completamente l’assetto della governance della Fondazione, realizzando un sostanziale svuotamento delle funzioni dell’assemblea, relegata a mera appendice figurativa rispetto al Consiglio di Indirizzo, organo nel quale vengono concentrati tutti i poteri. Ma ancor più si evidenzia la sostanziale perdita di autonomia della Fondazione, che da originario ente espressione degli optimates della città, che cooptavano nell’assemblea i nuovi soci, si è voluta trasformare soggetto quasi di secondo livello, meno indipendente e più controllabile dalla politica e dalle associazioni di categoria designanti, il tutto fatto subdolamente passare per una maggior apertura alla città".
Ecco i nomi dei 17 ricorrenti: Antonio Lucchesi, Renzo Fantappiè, Mauro Giovannelli, Paolo Bini, Piero Picchi, Mario Ferdinando Guarducci, Luigi Guarducci, Fabrizio Fabrini, Alberto Giovannelli, Angela Colotto, Sergio Nannicini, Marcello Gori, Bruno Morgigni, Michele Giacco, Daniele Piacenti, Antonio Biagini e Aurelio Biscotti. 
In tarda mattinata è arrivata la replica dei vertici della Fondazione. "L'ente continuerà a impegnarsi nell'interesse della comunità pratese, in special modo in un così difficile momento storico, e sicuramente  difenderà la propria dignità e correttezza nelle sedi più appropriate. Proprio nell'interesse della comunità di cui è espressione l'ente si tutelerà anche chiedendo il ristoro delle risorse che verranno impegnate nelle spese legali, costi sottratti ai fondi altrimenti destinati a fini comunitari. Merita comunque di ricordare che già il Tar, senza incertezze, ha ritenuto  pienamente legittimo l’operato del Consiglio di indirizzo della Fondazione e del ministero dell’Economia e  delle finanze, valutando “manifestamente infondate e in parte anche inammissibili’ le censure che lamentavano un depotenziamento del ruolo dell’assemblea per effetto delle modifiche statutarie, in riferimento all’aumento dei soci, alle modalità di nomina dei nuovi soci, all’eliminazione delle deleghe per la partecipazione all’assemblea e ruolo dei soci a vita"
 

 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  24.11.2021 h 09:50

 
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