18.04.2017 h 17:44 commenti

Richiedenti asilo vicini a quota 800 a Prato: in 350 si sono già visti rifiutare lo status di rifugiato

Quasi metà dei profughi ospiti delle strutture sono in attesa della risposta definitiva al ricorso contro la bocciatura. Attesi nuovi arrivi dopo il record di sbarchi dei giorni scorsi
Richiedenti asilo vicini a quota 800 a Prato: in 350 si sono già visti rifiutare lo status di rifugiato
Sfiora quota 800 il numero dei richiedenti asilo ospitati nella provincia di Prato. Di questi, sono 350 quelli che si sono già visti rifiutare il riconoscimento dello status di rifugiato dalla Commissione territoriale e ora sono in attesa che sia il tribunale di Firenze a dire se potranno oppure no continuare a stare in Italia. Fino ad allora il diniego della Commissione che qualcuno ha provato a interpretare come sinonimo di espulsione dall'Italia o almeno dai centri autorizzati, è sospeso e il richiedente resta al suo posto.
Titolo di rifugiato negato ai 350 richiedenti provenienti da Nigeria, Niger e Costa D'Avorio per quanto riguarda l'Africa, Pakistan e Bangladesh per quanto riguarda l'Asia. Tempi lunghi per la decisione del tribunale e non andrà meglio con la riforma che prevede che il ricorso finisca direttamente in Cassazione.
Intanto gli sbarchi non si fermano, da record i numeri nell'ultimo fine settimana: almeno duemila i disperati tra quelli soccorsi in mare e quelli che sono riusciti ad arrivare da soli sulle coste italiane. Al momento sono sei i richiedenti asilo assegnati alla provincia di Prato e il numero complessivo di quelli ospitati sale a 786. Un numero destinato ad aumentare perché sul territorio ci sono ancora posti disponibili (l'ordine è di qualche decina). Un esercito composto in larghissima maggioranza da uomini: solo una cinquantina le donne, e di queste, alcune con figli piccoli.
La questione “immigrazione” è argomento di dibattito politico da sempre. Gli arrivi delle ultime ore hanno spinto il responsabile nazionale Immigrazione di Forza Italia Giorgio Silli a chiedere al Governo risposte precise su un fenomeno ormai fuori controllo. “Il Governo – scrive Silli – non riesce a mitigare o a diminuire gli sbarchi, dica cosa intende fare considerando che la stragrande maggioranza dei profughi non ha diritto all'asilo. I prefetti non hanno certo studiato per gestire i migranti e non possiamo pensare di distribuire migranti e soldi come se stessimo parlando di noccioline. Il timore – conclude Silli – è che tutto ricadrà sui Comuni che si troveranno a dover investire risorse che non hanno. E' necessario, se non indispensabile, un progetto serio che tolga dalle mani di chi ha lucrato fino ad adesso la scusante dell'emergenza”.
nt
 
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Data della notizia:  18.04.2017 h 17:44

 
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