02.12.2021 h 11:29 commenti

Respinta la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, il Consiglio di Stato condanna la questura

Dure censure agli automatismi della burocrazia che hanno spinto la questura di Prato ad archiviare la richiesta di un cittadino straniero che non si è presentato agli appuntamenti ma ha dato mandato a due avvocati di seguire la pratica."Le istanze devono essere esaminate nel merito perché le decisioni producono conseguenze sulla condizione personale e familiare delle persone"
Respinta la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, il Consiglio di Stato condanna la questura
“C'è l'esigenza che le istanze di rinnovo del permesso di soggiorno vengano esaminate nel merito, tenuto conto dell'impatto che producono sulla condizione personale e familiare dei cittadini stranieri, la cui rilevanza, dal punto di vista umano e sociale, non può essere svilita adottando determinazioni fondate su aspetti meramente formali”. E' una censura durissima quella che il Consiglio di Stato ha mosso nei confronti della questura di Prato che nel 2019 ha respinto e archiviato la richiesta di permesso di soggiorno avanzata da un cittadino cinese bollando come 'disinteresse' la sua assenza agli appuntamenti fissati per trattare la pratica. La posizione della questura, che aveva trovato fondamento al Tar, è stata smontata davanti al Consiglio di Stato dagli avvocati Paolo Tresca e Anna Coppola.
I fatti. Da dieci anni residente in Italia, con la disponibilità di un alloggio con regolare contratto di affitto e assunto a tempo indeterminato come magazziniere, il cittadino cinese, nel 2017, presenta  la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Convocato in questura, però non si presenta perché è in Cina da moglie e figli ma si fa vivo con una memoria difensiva con allegata tutta la documentazione che attesta il possesso dei requisiti. Incarica due avvocati – Tresca e Coppola – di seguire la pratica e viene fissato un successivo appuntamento al quale il cinese non si presenta per motivi di lavoro. Il 22 ottobre 2019 viene notificato il provvedimento di archiviazione della pratica per 'carenza di interesse'.
Un automatismo che è stato stroncato dal Consiglio di Stato che non solo ha dato torto alla questura condannandola a pagare le spese processuali, ma ha anche imposto che la pratica venga aperta e nuovamente istruita. “L'asserito disinteresse al rinnovo del permesso di soggiorno – si legge nella sentenza del presidente Franco Frattini, ex ministro degli Esteri ed ex Commissario europeo – è smentito dall'incarico conferito agli avvocati. Sebbene sia richiesta la collaborazione del cittadino straniero e gravi su di esso un dovere di diligenza in relazione ai provvedimenti diretti ad ottenere il permesso di soggiorno, la questura non può ragionevolmente presumere il difetto di interesse dalla semplice mancata presenza alla convocazione, ma deve esaminare la documentazione presentata a sostegno dell'istanza”.
Colpito da un provvedimento di espulsione in seguito alla bocciatura della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, il cinese non ha più potuto fare rientro in Italia e attualmente starebbe lavorando in Francia in virtù di un permesso di soggiorno temporaneo. I suoi avvocati lo contatteranno per dirgli che i 10 anni trascorsi in Italia con un lavoro regolare e un altrettanto regolare contratto di affitto, non sono stati buttati via e che è stato solo vittima del severo automatismo della burocrazia.
nt
 
 
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Data della notizia:  02.12.2021 h 11:29

 
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