15.09.2020 h 18:11 commenti

Rapine violente in strada, in manette un ventunenne. Indagati altri sei membri della gang

La Squadra mobile ha eseguito una serie di perquisizioni tra Prato e Vaiano. Tutti giovani i componenti del gruppo smantellato dall'inchiesta della procura che non è ancora chiusa. I primi colpi messi a segno a inizio anno, gli altri dopo il lockdown. A fine giugno l'aggressione a due imprenditrici nel Macrolotto 0
Rapine violente in strada, in manette un ventunenne. Indagati altri sei membri della gang
Individuavano le vittime, quasi sempre cinesi facoltosi, e al momento opportuno entravano in azione. Almeno sette le rapine contestate all'organizzazione criminale che è stata smantellata oggi, martedì 15 settembre, dalla Squadra mobile della questura di Prato al termine di mesi di indagine. Un albanese di 21 anni, incensurato, è stato arrestato mentre un suo connazionale, un pakistano e quattro marocchini - tutti tra i 20 e i 30 anni - sono indagati a piede libero. Per tutti l'accusa è rapina. Il colpo più grosso è quello messo a segno la sera del 29 giugno nel Macrolotto 0 a danno di due imprenditrici cinesi sorprese al rientro a casa da almeno tre persone che pur di impossessarsi di un orologio di lusso (valore 10mila euro), soldi in contanti, un telefonino e una borsa firmata non hanno esitato a picchiarne una. L'inchiesta della procura che si è tradotta nelle ultime ore in un'ordinanza di custodia cautelare in carcere – quella a carico del ventunenne – e in un'ondata di perquisizioni a carico degli altri indagati – diversi quelli con precedenti penali – residenti tra Prato e Vaiano, potrebbe sfociare in ulteriori sviluppi. La prima rapina contestata al gruppo risale all'inizio dell'anno, poi un paio di altri colpi e il 'blocco dell'attività' dovuto al lockdown. Il resto delle rapine sono più recenti e sono quelle che hanno consentito agli agenti della Mobile, diretti da Alessandro Gallo, di ricondurre all'azione di un unico gruppo tutta la striscia criminale. Lunga, complessa e delicata l'attività investigativa che ha portato la polizia a mettere insieme tutti gli elementi utili per consentire alla procura di bussare alla porta del giudice delle indagini preliminari. A carico del ventunenne sarebbe emerso un elemento importante: la rapina ai danni delle due imprenditrici sarebbe stata messa a segno utilizzando la macchina di proprietà del giovane. E proprio da lui gli investigatori sono partiti per dare un nome e un cognome ai complici che agivano in ordine sparso, quando in coppia e quando in numero maggiore, a seconda del bersaglio. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati trovati e sequestrati numerosi oggetti che, secondo la polizia, potrebbero essere frutto di furti e altre rapine. Altri accertamenti aiuteranno gli inquirenti a ampliare, eventualmente, il ventaglio delle contestazioni.
 
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Data della notizia:  15.09.2020 h 18:11

 
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