17.01.2020 h 16:29 commenti

Quintali di marijuana da Prato all'Irlanda del nord: chiesta pena esemplare per l'organizzatrice del traffico

Associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico è l'accusa mossa nei confronti di un sodalizio scoperto nel 2015 dalla Direzione distrettuale antimafia. Il gruppo gestiva una vera e propria industria della droga con una produzione mensile di migliaia di dosi
Quintali di marijuana da Prato all'Irlanda del nord: chiesta pena esemplare per l'organizzatrice del traffico
Si aspettavano di trovare la solita confezione piena zeppa di macchine per cucire e non certo un'industria di marijuana gli agenti della polizia municipale quando, a settembre 2014, entrarono a controllare un capannone in via Verbano a Galciana. Alla fine di una lunga giornata di lavoro, gli agenti contarono migliaia di piante che, una volta arrivate a maturazione, avrebbero fornito 360mila dosi destinate al mercato dell'Irlanda del Nord. Una piantagione allestita con tutti i crismi necessari ad una produzione intensiva e di qualità, gestita da cinesi e controllata, come altre simili scoperte nei mesi successivi a Bologna e a Rovigo, da un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Un sodalizio, quello inchiodato nel 2015 dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, composto da nove uomini e una donna. Resta da giudicare solo quest'ultima, Huang Lihua, e lo sta facendo il tribunale di Prato con il processo che arriverà a sentenza a primavera. Come tre suoi connazionali condannati con il rito abbreviato a 12 anni di reclusione, la cinese è accusata di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico; per lei, il pubblico ministero Lorenzo Gestri ha chiesto 10 anni e 6 mesi di carcere. Sul banco degli imputati, assieme alla donna, anche un uomo che però nel frattempo è morto. Gli altri cinesi finiti nell'inchiesta sono stati condannati per la coltivazione della marijuana.
I carabinieri ricostruirono la filiera della droga che veniva coltivata a Prato, Bologna e Rovigo e da qui, attraverso società di spedizioni, portata all'aeroporto di Pisa con destinazione finale Belfast dove la marijuana arrivava in confezioni sottovuoto. Solo nel 2014, l'organizzazione avrebbe inviato in Irlanda 780 pacchi da 20 chili ciascuno per un valore complessivo di un milione di euro. Un traffico molto redditizio giustificato dall'alta qualità della droga coltivata seguendo i consigli di un chimico appositamente ingaggiato dall'organizzazione. Ogni cinese al servizio del sodalizio aveva il proprio compito: tutto pianificato – dal controllo dell'illuminazione a quello del riscaldamento, dal controllo dell'irrigazione fino alla cura dell'esposizione delle piante alle correnti d'aria – per evitare cali della produzione.
nt
 
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Data della notizia:  17.01.2020 h 16:29

 
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