03.06.2020 h 10:07 commenti

Ancora tensioni nella Pubblica Assistenza, espulsi tre volontari

A Michele Sellitti che avrebbe dovuto entrare nel consiglio d'amministrazione dopo le dimissioni di Monia Venditti di gennaio, a Claudia Caldirola e a Gabriele Rosato vice caposquadra con all'attivo due medaglie d'oro, è arrivata la lettera ma non sono state chiarite le motivazioni di un atto così grave
Ancora tensioni nella Pubblica Assistenza, espulsi tre volontari
Non viene ammesso all’interno del consiglio d’amministrazione, nonostante avesse i voti per entrare e dopo quattro mesi insieme a due amici viene espulso dalla Pubblica Assistenza per “gravi motivi”.
L’ennesimo scontro all’interno dell’associazione vede contrapposti Michele Sellitti, che a gennaio dopo le dimissioni della consigliera Monia Venditti avrebbe dovuto entrare del Cda in qualità di primo dei non eletti , e l’attuale Cda guidato dal presidente protempore Andrea Meoni. “Si tratta di una grave illegalità – spiega Sellitti – in quanto è un mio diritto entrare all’interno del Consiglio, quando mi è stato impedito mi sono rivolto ai probiviri e al consiglio dei sindaci revisori che mi hanno dato ragione ma a oggi non sono stato ammesso, anzi mi è arrivata l’espulsione che ha colpito anche Claudia Caldirola e Gabriele Rosato rei di essere miei amici”.
La lettera d’espulsione è arrivata il 4 maggio e non indica quali siano i motivi che hanno portato a un così grave provvedimento: “Anche in questo caso- continua il volontario - ho fatto appello ai probiviri per capire le motivazioni, ma mi è stato risposto che gli atti sono segretati. Una cosa inconcepibile che continua ad avvallare la mia idea che si tratti di un piano preciso conto di me che da sempre sono stato critico nei confronti del Cda”.
Diversa la versione del presidente Andrea Meoni che parla di un’applicazione trasparente delle procedure: “Dopo le dimissioni del presidente Benelli e della consigliera Venditti a tre mesi dal rinnovo delle cariche – spiega – è stato deciso di non sostituirli sia per non bruciarli in prospettiva delle nuove elezioni, sia perché i tre mesi che ci aspettavano erano di normale amministrazione e quindi anche in sette si garantiva le decisioni prese a maggioranza”
Poi è arrivato il Covid e le elezioni sono state rimandante e prese alcune decisioni in virtù della straordinarietà del momento.
Meoni conferma anche che l’espulsione dei tre volontari è stata gestita in modo corretto: “Abbiamo avuto una segnalazione da parte di una trentina di soci che ci hanno segnalato, da parte dei tre soci, post ingiuriosi sui social. Abbiamo verificato e poi presa la decisione nel bene dell’associazione”
I tre soci espulsi non si arrendono: “Nella lettera ci ordinano di riconsegnare le divise – spiega Sellitti – ma io non lo faccio fino a quando non mi sarà spiegato il motivo di questa decisione; ho fatto parte della commissione disciplinare e anche a me è toccato espellere dei volontari ma gli ho sempre dato una spiegazione e sentito le loro ragioni”.
Sulla questione interviene anche l’ex presidente, ora semplice volontario, Livio Benelli: ““Le espulsioni sono un indizio di fragilità di pensiero e di estrema autoreferenzialità: le rappresentanze dei soci, elette a suo tempo a sostituire i dimissionari, costituiscono il corpo sociale del sodalizio a cui non si vuol dare voce: un’associazione controllata da troppi pochi, con troppo potere personale”.
alessandra agrati 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  03.06.2020 h 10:07

 
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