12.02.2015 h 16:54 commenti

Processo via Toscana, il pm a un testimone: "Le sue dichiarazioni sono false"

Il pubblico ministero duro con l'amministratore di condominio che, ribaltando quanto dichiarato alla polizia dopo l'incendio, ha detto di essere entrato nel capannone a gennaio 2010 e di non aver visto i soppalchi. "Circostanza smentita - ha detto il pm - dai documenti di Asm datati 2009"
Processo via Toscana, il pm a un testimone: "Le sue dichiarazioni sono false"
Dichiarazioni, secondo il pubblico ministero, non vere e dunque da valutare ai fini di un'eventuale contestazione del reato di falsa testimonianza. Colpo di scena stamani alla nuova udienza del processo ai fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari dell'immobile che ospitava la confezione Teresa Moda distrutta il primo dicembre 2013 dall'incendio che provocò la morte di sette operai cinesi. Giulio Iezzi, amministratore di condominio, ha confermato quanto già dichiarato la scorsa udienza e cioè che fece un sopralluogo nel capannone di via Toscana a gennaio 2010 ma non vide i dormitori abusivi. Una circostanza falsa, secondo il pubblico ministero Lorenzo Gestri, perché, così ha detto, “ci sono le prove documentali che invece il soppalco c'era”: “Nel 2009 Asm certificò la presenza delle stanze abusive dopo un sopralluogo per misurare il capannone e calcolare la tassa sui rifiuti”. Iezzi, con le sue dichiarazioni che hanno completamente ribaltato quanto detto alla polizia giudiziaria quattro mesi dopo l'incendio e cioè che lui in quello stanzone non ci aveva mai messo piede, è stato in parte smentito dal suo socio, Stefano Bardazzi, che, sentito subito dopo, ha detto di essere entrato nell'immobile a febbraio 2010, accompagnato da uno dei proprietari, per verificare la causa di un'infiltrazione, aver scattato in quella occasione alcune foto e aver visto una parete con una scala “come se ci fosse – ha chiarito – un piano superiore”. Dichiarazioni che a loro volta confermano quelle di Lin You Lan, la donna che gestiva di fatto la Teresa Moda, che ha sempre sostenuto che la proprietà sapeva dell'esistenza dei dormitori facendoli risalire addirittura al 2008. Consapevolezza su cui la procura basa l'accusa di omicidio colposo plurimo. Sulla posizione di Iezzi, che stamani ha alleggerito quella dei due imputati, deciderà il giudice Giulio Fanales a cui il pm ha chiesto la trasmissione degli atti. L'udienza è continuata nel pomeriggio con alcuni testimoni cinesi, parenti delle vittime, che hanno sostanzialmente confermato la presenza dei dormitori abusivi e che poi hanno chiarito le modalità e i termini del risarcimento danni ricevuto in Cina dai gestori della Teresa Moda. In particolare la moglie di uno degli operai ha raccontato che più volte ha dormito nella stanza del marito e che sopra ce n'erano altre per il resto degli operai. In apertura l'avvocato Michele Nigro, del pool difensivo dei fratelli Pellegrini, ha rappresentato al giudice Fanales l'assenza per malattia del collega Alberto Rocca e un impedimento del collega Luca Bisori che avrebbe ritardato il suo arrivo in aula. La richiesta di un rinvio non è stata accolta e l'udienza si è svolta come da programma. 
nt
 
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Data della notizia:  12.02.2015 h 16:54

 
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