19.04.2017 h 17:25 commenti

Processo swap, la difesa di Dexia: "Il Comune sapeva cosa stava firmando"

Parola al legale dell'istituto creditizio inglese che puntano il dito contro l'allora ragioniere capo: “Mi aspetto che un dirigente pubblico sappia cosa fa”
Processo swap, la difesa di Dexia: "Il Comune sapeva cosa stava firmando"
“Questo processo rispecchia fedelmente lo stato del nostro Paese, il tentativo di sfuggire completamente alle proprie responsabilità”. Solo una delle tante bordate che la difesa di Dexia Crediop ha indirizzato al Comune di Prato nel corso dell'arringa con la quale l'avvocato Massimiliano Danusso ha provato a convincere il giudice Jaqueline Magi che l'ente sapeva bene cosa stava facendo quando, a partire dal 2002, firmò i contratti per ristrutturare, attraverso i cosiddetti “swap”, l'indebitamento che ammontava a 177 milioni.
Sul banco degli imputati, accusato di truffa aggravata, il responsabile commerciale di Dexia Crediop, Riccardo Sommavilla, la cui difesa parlerà alla prossima udienza. Un processo molto tecnico che ha acceso i riflettori sulle conseguenze che la stipula dei contratti ha determinato per le casse del Comune fino al 2010 quando il sindaco Roberto Cenni azionò l'autotutela e avviò la battaglia legale per svincolare l'ente da un obbligo troppo oneroso e ormai fuori controllo.
Giudizi pesantissimi quelli espressi dall'avvocato dell'istituto di credito che più volte ha fatto il nome dell'allora ragioniere capo del Comune Graziella De Castelli: “La cosa più grave non è venire qui a dire che non ci capiva niente pur amministrando soldi pubblici, è grave – parole di Danusso – che il respingimento delle responsabilità trovi delle sponde che fanno passare questa donna per una manovrata, diventata poi magistrato della Corte dei Conti”. L'avvocato Danusso ha richiamato il libro di Alessandra Sardoni “Irresponsabili. Il potere italiano e la pretesa dell'innocenza” per descrivere il succo della vicenda che ha portato davanti al giudice la banca e il suo funzionario. “Mi aspetto che un dirigente pubblico sappia cosa fa”.
La difesa di Dexia ha anche smentito che al Comune furono fatti firmare contratti solo in lingua inglese: “C'erano anche la traduzione giurata in italiano – ha spiegato Danusso – la Giunta comunale approvò il contratto in inglese e in italiano il 20 novembre 2002, il ragioniere capo ricevette la delibera il 22 e la approvò ai fini del perfezionamento dei contratti Swap siglando una a una anche le pagine della traduzione in italiano. Quel contratto non è un prodotto del demonio”. Diverse ore di arringa per contrastare la tesi dell'accusa secondo cui Dexia, attraverso Sommavilla, “trasforma l'insipienza tecnica del ragioniere capo del Comune in un vantaggio e in una opportunità per spodestare l'ente territoriale e sostituirsi ad esso”. 
 
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Data della notizia:  19.04.2017 h 17:25

 
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