04.09.2015 h 12:59 commenti

Processo rogo via Toscana, battaglia legale per i risarcimenti ai familiari delle vittime

Prima udienza dopo la pausa estiva per il processo a carico dei fratelli Pellegrini, proprietari dell'immobile che ospitava la confezione Teresa Moda. Sentiti quattro familiari delle vittime che, dopo aver sottoscritto un accordo in Cina, hanno ricevuto 100mila euro di risarcimento dai gestori della ditta con la promessa di non avanzare altre richieste
Processo rogo via Toscana, battaglia legale per i risarcimenti ai familiari delle vittime
Centomila euro a nucleo familiare per chiudere la faccenda in Cina e in Italia con l'impegno a non avanzare più pretese. L'accordo firmato in Cina da alcuni dei parenti delle vittime del rogo di via Toscana è stato al centro dell'udienza di oggi, venerdì 4 settembre, del processo che si sta celebrando a carico dei fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari del capannone che ospitava la confezione Teresa Moda, accusati di omicidio colposo plurimo e incendio colposo aggravato. Un documento entrato a pieno titolo nel dibattimento e che potrebbe mettere in discussione la costituzione di parte civile di quei parenti delle vittime che lo hanno sottoscritto. Il motivo sta né più né meno in una sottigliezza, che poi sono le righe conclusive della transazione: “promette di rinunciare volontariamente, una volta ricevuto il risarcimento, di perseguire la responsabilità civile e penale di Teresa Moda e delle persone coinvolte nell'incendio, sia in Italia che in Cina”.

Una frase che per il responsabile civile, l'avvocato Andrea Niccolai, si intende estesa a tutti in generale, compresi i fratelli Pellegrini, ma che per il collega Tiziano Veltri, avvocato di quattordici dei familiari costituiti in giudizio, è riferita unicamente ai gestori dell'azienda cancellata dall'incendio del primo dicembre 2013. Per dare una lettura univoca al documento, Veltri ha chiesto di sentire come testimone l'avvocato italiano che qualche settimana dopo la tragedia volò in Cina per assistere i parenti delle vittime nell'accordo per il risarcimento. Il giudice Giulio Fanales si è riservato la decisione. In aula, oggi, sono comparsi quattro testimoni: il marito, la moglie e le sorelle di quattro dei sette operai deceduti ai quali è stato chiesto conto dell'accordo firmato per il risarcimento. In particolare, il responsabile civile e il giudice hanno cercato di capire se chi ha ricevuto i soldi era pienamente consapevole dei termini della transazione. Fatto è che nel processo contro i gestori della Teresa Moda – le sorelle Lin You Lan e Lin Youli e il marito di quest'ultima Hu Xiaoping, tutti condannati – solo quattro cinesi si sono costituiti parte civile: l'unico operaio sopravvissuto alla tragedia e tre familiari rimasti fuori dall'accordo per il risarcimento. Prossima udienza il 25 settembre. 
nadia tarantino
 
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Data della notizia:  04.09.2015 h 12:59

 
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