10.10.2014 h 17:52 commenti

Entra nel vivo il processo per il rogo di via Toscana, imputati i proprietari italiani dell'immobile

Non sono mancate le schermaglie tra accusa, difesa e parti civili. Le ultime prima dell'avvio dell'esame dei testimoni, un centinaio in tutto. Sentiti oggi il primo poliziotto che arrivò sul posto e uno dei vigili del fuoco che lavorò ininterrottamente per un giorno e mezzo. "Recuperavamo i cadaveri e li consegnavamo alla polizia scientifica", ha ricordato
Entra nel vivo il processo per il rogo di via Toscana, imputati i proprietari italiani dell'immobile
Tragedia di via Toscana, a dieci mesi dalla morte dei sette operai cinesi nell'incendio che devastò il capannone al civico 63 che ospitava la ditta Teresa Moda, il processo con rito immediato a carico dei fratelli Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari dell'immobile attraverso la società Mgf, è entrato nel vivo. Il dibattimento si è aperto con i primi dei circa cento testimoni citati da accusa e difesa. Assenti gli imputati assistiti dagli avvocati Rocca e Bisori, presente una parte dei familiari delle vittime costituiti parte civile solo in questo processo e non nell'altro, che arriverà a sentenza il 24 novembre, dove imputati sono i gestori dell'azienda: una scelta motivata dal fatto che i connazionali hanno già risarcito il danno. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, ad interessare di più in questa udienza sono state le ultime schermaglie tra le parti, tutte risolte a favore del pubblico ministero Lorenzo Gestri. La prima: l'avvocato Niccolai, per conto della Mgf, ha chiesto di non ammettere tra le parti civili l'Inail, la Camera del Lavoro e la Filctem Cgil sostenendo l'estraneità rispetto alla violazione delle norme antinfortunistiche. La seconda: l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche. Terza: la non ammissione di alcuni testimoni dell'accusa chiamati a riferire su un altro immobile dei fratelli Pellegrini. In questo caso, non soltanto il giudice Giulio Fanales ha rigettato la richiesta, ma anche accolto quella del pm di escludere due testimoni citati dalla difesa: il responsabile del settore immobiliare dell'Unione Industriale non indicato con le sue generalità e un consulente indicato per riferire l'andamento dei rapporti di lavoro tra italiani e cinesi. Il colpo di scena è arrivato dall'avvocato Tiziano Veltri, legale dei parenti degli operai morti nell'incendio: ha chiesto al giudice di poter integrare agli atti del processo un rogito notarile redatto a maggio con il quale Giacomo Pellegrini ha destinato ai familiari un immobile, sostenendo la dismissione strumentale ai fini del processo. L'avvocato Rocca ha parlato di costituzione di un fondo di garanzia da parte dell'imprenditore; il giudice ha respinto la richiesta dell'avvocato di parte civile. Tra i testimoni sentiti oggi, un poliziotto in servizio il primo dicembre, tra i primissimi ad arrivare in via Toscana, e Gennaro Senatore, il vigile del fuoco che ha raccontato nei dettagli, anche attraverso fotografie e video, quale scena si trovò davanti quella mattina. Raccapricciante la descrizione dell'operaio che, intrappolato tra le pareti di cartongesso, tentò di salvarsi spaccando un vetro ma trovò una grata. Fuori, a chiedere aiuto, tre cinesi: due sorelle e il marito di una di loro, gli imputati nell'altro processo. Marito e moglie, assieme al figlioletto, stavano dormendo in quello stesso capannone quando scoppiò l'incendio, ma al piano terra e non nelle stanzette ricavate sul soppalco. Per questo riuscirono a mettersi in salvo.
nadia tarantino
 
 
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Data della notizia:  10.10.2014 h 17:52

 
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