18.02.2017 h 09:10 commenti

Processo Money transfer, cade l'accusa di mafia. Per Bank of China 600mila euro di sanzione

Udienza preliminare per i 298 imputati cinesi e italiani finiti nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul trasferimento di denaro da Prato alla Cina. Tra sentenze con rito abbreviato, prescrizioni e non luogo a procedere, il numero degli imputati si è ridotto a circa 200. Il processo passa da Firenze a Prato. Per la banca cinese anche la confisca di 980mila euro
Processo Money transfer, cade l'accusa di mafia. Per Bank of China 600mila euro di sanzione
Seicentomila euro di sanzione e 980mila euro confiscati. Si è chiuso così ieri, venerdì 17 febbraio, il conto con la giustizia italiana per Bank of China ltd, filiale di Milano, coinvolta nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia e della guardia di finanza sul trasferimento di almeno quattro miliardi di euro dall'Italia alla Cina, o meglio da Prato alla Cina, attraverso gli sportelli money transfer. Davanti al gup del tribunale di Firenze si è celebrata l'udienza preliminare a carico di 297 imputati cinesi e italiani finiti nelle due inchieste Cian Liu e Cian Ba. Bank of China ha patteggiato la sanzione, così come hanno patteggiato due anni con la sospensione condizionale della pena quattro suoi dirigenti accusati di riciclaggio (esclusa l'aggravante di stampo mafioso). I 980mila euro confiscati, invece, sono da intendere come profitto del reato. Non sono mancate le sorprese: caduta l'aggravante di mafia, caduta l'accusa di evasione fiscale e assolto il principale imputato, un cinese, considerato l'organizzatore dell'associazione a delinquere stroncata dall'inchiesta della Dda partita nel 2009 con arresti e fermi di imprenditori ritenuti gli artefici dello spostamento di denaro provento di evasione fiscale. Diversi gli imputati che sono stati giudicati con il rito abbreviato, tra i quali i soci italiani del principale imputato nella gestione degli sportelli Money2Money condannati a pene comprese tra quattro anni e  tre anni e sei mesi e al pagamento di 4mila euro di multa. Tra i soci anche altri due cinesi - padre e figlio - che gestivano un money transfer in via Cavour; difesi dall'avvocato Giuseppe Nicolosi hanno patteggiato rispettivamente tre anni e sei mesi e due anni.
Decine di imputati sono usciti dal processo con sentenze di non luogo a procedere, per prescrizione dei reati contestati e per la modifica della normativa fiscale e tributaria. Il processo si sposta da Firenze a Prato perché, caduta l'aggravante del metodo mafioso, è nella città tessile che è stato accertato il primo trasferimento di denaro verso la Cina. Una delle migliaia di operazioni da mille euro che sono finite nelle carte della ponderosa inchiesta. Un processo che conterà circa 200 imputati con diversi capi di imputazione a rischio prescrizione. Intanto Bank of China ltd ha fatto sapere che la condanna con patteggiamento “deriva dalla volontà di evitare lunghi tempi processuali e consentire alla filiale milanese di concentrarsi sullo sviluppo del proprio business. Nel corso degli anni la filiale ha rigorosamente rispetto la normativa nazionale e internazionale, migliorando costantemente il proprio assetto organizzativo e le procedure di controllo interno”. 
 
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Data della notizia:  18.02.2017 h 09:10

 
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