12.10.2018 h 09:14 commenti

Processo 'China truck', il tribunale cerca interpreti cinesi e scrive ai consolati di Roma e di Milano

Al via il processo della maxiinchiesta della Dda condotta dalla Squadra mobile di Prato. Sei cinesi sul banco degli imputati. Caduta l'accusa di mafia, sono rimaste le contestazioni di usura, estorsione, prostituzione, droga. Centinaia di intercettazioni telefoniche da ascoltare, tradurre e trascrivere. Servono interpreti: partita la ricerca
Processo 'China truck', il tribunale cerca interpreti cinesi e scrive ai consolati di Roma e di Milano
Il tribunale di Prato cerca interpreti cinesi per assistere gli imputati cinesi del processo China truck che si è aperto ieri, giovedì 11 ottobre, con la prima udienza che se n'è andata per i passaggi burocratici necessari all'avvio del dibattimento. Sei i cinesi davanti al collegio giudicante presieduto dal presidente del tribunale Francesco Gratteri (a latere Cataudella e Chesi). Diverse le accuse mosse a vario titolo dal pm di Firenze Eligio Paolini (l'indagine, condotta dalla Squadra mobile della questura di Prato è stata coordinata dalla Dda): estorsione, usura, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione. Caduta, invece, l'accusa principale di mafia. I fatti contestati arrivano fino al 2013 e si sono tradotti in un'ondata di arresti a gennaio di quest'anno quando, tra gli altri, fu preso anche l'imprenditore ritenuto il capo dell'organizzazione che, secondo gli investigatori, si muoveva nel settore dei trasporti controllando le merci in circolazione in mezza Europa provenienti e in arrivo alle aziende cinesi e si occupava di altri traffici illeciti. I ricorsi presentati dai difensori al Riesame sono stati accolti: non è stata ritenuta sufficiente la gravità degli indizi per contestare e sostenere il 416bis, vale a dire l'associazione di tipo mafioso.
Tornando al processo, primo ostacolo di rilievo: le centinaia di intercettazioni telefoniche, tutte in diversi dialetti cinesi, che dovranno essere ascoltate, tradotte e trascritte. L'incarico è stato assegnato ad un interprete egiziano che si avvarrà della collaborazione di cittadini cinesi che conoscono il dialetto e i sottodialetti che si parlano nel Fujian e a Wenzhou, le due zone dalle quali provengono gli imputati. Un lavoro che richiederà tempo ma la prossima udienza, che sarà celebrata nell'aula bunker di Firenze è fissata per la fine di gennaio 2019. Altra necessità è trovare interpreti cinesi per lo svolgimento del processo con tutte le garanzie: il presidente Gratteri ha dato mandato alla cancelleria di inoltrare richiesta alle cancellerie dei tribunali e ai consolati di Roma e di Milano, le due città a più alto tasso di presenza cinese.
Folto il parterre degli avvocati: Melissa Stefanacci, Antonio Denaro, Tiziano Veltri, Manuele Ciappi, Alessandro Fantappiè, Costanza Malerba, Federico Febbo, Jingxia Li, Patrizio Fioravanti. Il lavoro del tribunale di Prato coincide con le ultime decisioni del Riesame di Firenze che due giorni fa ha revocato gli arresti domiciliari e istitutio l'obbligo di firma per l'imputato assistito dall'avvocato Fantappiè.
nt
 
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Data della notizia:  12.10.2018 h 09:14

 
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