07.04.2020 h 10:36 commenti

Pressing dei parrucchieri per riaprire a metà aprile, a rischio chiusura il 10% delle attività

Confartigianato sta lavorando ad un documento per la ripresa delle attività in sicurezza offrendo servizi limitati. Lo storico acconciatore Silvano Agostinelli si appella ai parlamentari pratesi. In aumento il fenomeno dell'abusivismo
Pressing dei parrucchieri per riaprire a metà aprile, a rischio chiusura il 10% delle attività
Dopo gli imprenditori tessili, anche i parrucchieri fanno pressing sul Governo per una riapertura in sicurezza delle attività a partire dalla metà di aprile. Silvano Agostinelli, storico acconciatore, è il primo a lanciare l'appello chiedendo aiuto ai parlamentari pratesi e al sindaco Matteo Biffoni.
“Vorremmo – spiega  - che le nostre attività venissero considerate essenziali perchè legate alla cura dell'igiene personale. Bisogna riaprire adottando tutte quelle misure di sicurezza necessarie a contrastare il diffondersi del virus. Noi tuteliamo tutti i giorni la pulizia e l'igiene delle persone e quindi contribuiamo a quella grande macchina complessa ed importante che è la sanità pubblica, pensando anche alla cura dei nostri anziani ospitati nella varie rsa”.
Sulla stessa linea Confartigianato Imprese che, con la sezione dei parrucchieri, sta lavorando a una proposta per una riapertura in sicurezza: “Siamo stati i primi a chiudere – spiega la presidente Barbara Catani – e potremmo essere gli ultimi a riaprire con un grave danno alle nostre attività. Ci rendiamo conto che non è facile mantenere la distanza dalla cliente, ma utilizzando le protezioni personali, disinfettando ogni volta il locale e programmando una turnazione fra le clienti credo che si possa ripartire in sicurezza.”
Tra le ipotesi portate avanti da Confartigianato anche quella di un'estensione degli orari di lavoro e una scelta dei servizi da proporre: “Visto che avremo minor affluenza – continua Catani – potremmo allungare l'orario di lavoro e sfruttare, almeno per i primi tempi, la domenica e il lunedì sempre nel rispetto del contratto nazionale. Inizieremo con il taglio dei capelli e il colore, poi via via con permanenti e altri servizi meno essenziali”.
La chiusura, da quasi un mese delle attività sta creando anche problemi sulla tenuta del sistema; il 10% dei negozi potrebbero non riaprire. Inoltre la primavera caratterizzata da matrimoni, comunioni cresime è sempre stata la stagione di maggior lavoro, guadagni quindi che verranno a mancare e peseranno su aziende essenzialmente a carattere famigliare.
A questa incertezza si aggiunge la concorrenza sleale e assolutamente non a norma di chi continua a lavorare offrendo prestazioni in casa: “E' un fenomeno doppiamente pericoloso – continua la presidentessa – sia dal punto di vista sanitario sia economico. Noi abbiamo chiuso per garantire la sicurezza di dipendenti e clienti, qui andando in casa si rischia un forte contagio. Inoltre se queste persone continuano a lavorare la richiesta di una riapertura ufficiale potrebbe avere meno peso per un gioco di domanda e offerta”.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  07.04.2020 h 10:36

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.