28.10.2021 h 18:05 commenti

Sicurezza, la prefettura vara il nuovo piano di coordinamento del controllo del territorio

Lo strumento sarà operativo da gennaio e tiene conto dei cambiamenti registrati negli ultimi 20 anni sul piano urbanistico, economico e sociale. Nessun allarme per il record di denunce: "Qui c'è molto senso civico da parte dei cittadini"
Sicurezza, la prefettura vara il nuovo piano di coordinamento del controllo del territorio
Sarà pronto entro la fine dell'anno per essere operativo già da gennaio 2022 il nuovo piano di coordinamento del controllo del territorio redatto dalla Prefettura con le forze di polizia per rendere più efficace l'azione di prevenzione in base ai cambiamenti registrati negli ultimi 20 anni sul piano urbanistico, economico e sociale.
Lo ha annunciato stamani, 28 ottobre, il prefetto di Prato Adriana Cogode incontrando la stampa al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Uno strumento tecnico utile per programmare le attività delle forze dell'ordine potenziando l'azione nei  punti più critici che possono cambiare da giorno a giorno e in base alle fasce orarie.
"La città cambia e quindi la pianificazione delle attività delle nostre forze di polizia si deve adattare. - ha spiegato Cogode -La prevenzione è fondamentale. Nei comitati che facciamo, 39 dall'inizio dell'anno a cui si aggiungono 34 riunioni tecniche di coordinamento delle forze di polizia, si parla di strategia. Analizziamo di volta in volta segnalazioni o fatti specifici e che richiedono iniziative mirate. Il piano, che divide il territorio in zone, ci aiuta in questa azione".
Il colonnello Federico Zamponi, comandante provinciale dei carabinieri di Prato, ha sottolineato ad esempio che l'organico della stazione di Iolo è stato potenziato alla luce della complessità del territorio di riferimento che annovera la zona industriale ma anche realtà fino a poco tempo fa inesistenti quali il Parco Prato. "Nella revisione del piano inseriamo nuove aree a rischio, ossia quelle che necessitano di più attenzione da parte nostra. - spiega il questore Giuseppe Cannizzaro - Può trattarsi di punti più sensibili per le attività presenti o zone che lo diventano in certi momenti della giornata o del mese come ad esempio il pagamento delle pensioni. Una mappatura che viene fatta anche sulla base dei dati statistici".
Sulla classifica del Sole 24 ore che vede Prato passare dalla settima alla quarta posizione in Italia per numero di denunce rapportato alla popolazione residente, dopo Milano, Bologna e Rimini, il prefetto e le forze dell'ordine sottolineano che tale dato si spiega con il forte senso civico della popolazione che tende sempre a denunciare e con la particolare distribuzione territoriale di Prato che ha un capoluogo molto popolato ma una provincia piccola per cui tutto è concentrato in città. "Prato - scrive la prefettura - è una sorta di città provincia", ragion per cui la comparazione più attendibile andrebbe operata tra entità omogenee a fronte del dato provinciale che permette ai territori più estesi, ove la popolazione si distribuisce anche nei comuni, di spalmare l'incidenza della criminalità, che è tendenzialmente più contenuta nei piccoli centri, e risultare in ambito statistico più sicura".
Una chiave di lettura già utilizzata in passato per questo tipo di classifiche che per il prefetto non va vista come una sottovalutazione della situazione. Anzi, numeri alla mano, viene dimostrato che l'attenzione è massima e che il fenomeno va visto nella sua interezza. Dal luglio scorso al 23 ottobre sono stati predisposti 36 servizi straordinari di controllo del territorio di cui 28 nel centro. Quattro hanno riguardato 4 stabili abbandonati, 12 furti in appartamento, 8 spaccio e immigrazione e 12 per controllo normativa Covid. Operazioni che hanno visto impegnati complessivamente 352 poliziotti, 48 carabinieri, 23 finanzieri, 50 agenti della Municipale. Oltre 500 le persone identificate di cui 140 stranieri e quasi 1100 i veicoli controllati. Sul fronte dei controlli nelle attività produttive, dal 17 giugno il gruppo interforze ha ispezionato 22 aziende individuando 63 lavoratori in nero, 22 dei quali senza permesso di soggiorno. Cinque le attività sospese e sanzioni per oltre 440mila euro.
A questi numeri il colonnello Zamponi aggiunge le 1.873 sanzioni, soprattutto di natura penale, contestate in occasione dei controlli del Nucleo Ispettorato del lavoro. "Numeri - afferma il numero uno dell'Arma pratese - che rientrano nelle statistiche alla base di quelle classifiche. Solo in questi ultimi mesi abbiamo effettuato 6.500 servizi impiegando 13.000 carabinieri".
 
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Data della notizia:  28.10.2021 h 18:05

 
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