12.07.2019 h 17:13 commenti

Portò telefonino ad un detenuto, condannata insegnante di matematica

Due anni e otto mesi alla professoressa finita ai domiciliari a luglio del 2017 per aver portato un telefonino ad un uomo rinchiuso nella sezione di massima sicurezza del carcere della Dogaia. Il detenuto è stato condannato a sei anni. Sentenza di non luogo a procedere per un agente della penitenziaria accusato di omissione di atti d'ufficio
Portò telefonino ad un detenuto, condannata insegnante di matematica
Fu arrestata perché portò un telefonino dentro il carcere della Dogaia e lo consegnò ad un detenuto che lo usò per comunicare con l'esterno dalla cella della sezione di massima sicurezza nella quale era rinchiuso per scontare 17 anni di reclusione per diversi reati. Per questo fatto una professoressa di matematica dell'istituto Dagomari, Laura Bonafede, 50 anni, è stata condannata a due anni e otto mesi. Sei anni, invece, la condanna per il detenuto, Francesco Raia, 42 anni. Entrambi accusati di corruzione, difesi rispettivamente dagli avvocati Michele Nigro e Costanza Malerba e Federico Febbo, sono comparsi oggi, venerdì 12 luglio, davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato Costanza Comunale per il processo con rito abbreviato. Sostanzialmente confermate le richieste del pubblico ministero Lorenzo Gestri che aveva invocato una condanna a sei anni per Raia e a tre per la professoressa. Il giudice ha poi emesso una sentenza di non luogo a procedere per l'agente di polizia penitenziaria finito sul banco degli imputati per rispondere di omissione di atti d'ufficio, difeso dall'avvocato Antonino Denaro.
Laura Bonafede fu arrestata il 5 luglio del 2017 quando spuntò fuori il telefonino consegnato al detenuto in cambio di una somma di denaro. La professoressa aveva conosciuto Francesco Raia, ritenuto molto vicino agli scissionisti che si oppongono al clan camorristico Di Lauro e condannato anche per il tentato omicidio di un affiliato rivale, durante i corsi di matematica che lei teneva all'interno del carcere. L'insegnante ha sempre detto di aver ricevuto il telefonino da alcuni parenti del detenuto e di averglielo consegnato. Cellulare usato per circa un mese, fino alla scoperta che mise nei guai la donna.
 
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Data della notizia:  12.07.2019 h 17:13

 
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