21.06.2016 h 17:16 commenti

Popolare Vicenza, dopo la mossa della Consob l'inchiesta pratese si allarga. Prime querele sull'ipotesi truffa

Al vaglio il profilo di rischio assegnato ai piccoli risparmiatori a cui sono state vendute le azioni. Oggi intanto nuova perquisizione della sede centrale di Vicenza: la guardia di finanza ha sequestrato documentazione relativa ai finanziamenti erogati tra il 2012 e il 2014
Popolare Vicenza, dopo la mossa della Consob l'inchiesta pratese si allarga. Prime querele sull'ipotesi truffa
Azionisti consapevoli con la capacità di valutare l'operazione finanziaria proposta oppure piccoli risparmiatori poco avvezzi a mercati e borse e trasformati, a uso e consumo della banca, in esperti del settore? La seconda per la Consob che, stando a quanto riportato dal Giornale di Vicenza, starebbe per sanzionare la BpVi per le violazioni alla normativa europea Mifid varata nel 2004 allo scopo di tutelare in modo differenziato gli investitori in base al grado di esperienza finanziaria. La procura di Prato, che ha indagato sedici tra figure di vertice e sportellisti per concorso in estorsione ipotizzando il collocamento forzato delle azioni in cambio del mantenimento di fidi e prestiti, passerà al vaglio i profili di rischio di una decina di clienti che hanno depositato querele contro l'istituto di credito. Due filoni di inchiesta separati: da una parte l'estorsione, reato per il quale si procede d'ufficio, dall'altra la truffa – se saranno accertati documenti falsati – perseguibile a querela di parte. Se questo venisse confermato dalle indagini della procura, si romperebbe un argine per la Popolare di Vicenza, un argine fatto da migliaia di piccoli e medi risparmiatori pratesi (sono 58mila in tutta Italia) che si sono fidati, hanno firmato e hanno comprato. Pacchetti da minimo 100 azioni pagati 6.250 euro ridotti oggi a 10 euro, un paio di colazioni. E c'è dell'altro: il tribunale di Venezia ha affermato che i “prestiti baciati”, ovvero quelli concessi condizionandoli all'acquisto di azioni, sono nulli e i debitori non devono restituire i soldi alla banca. Un precedente destinato a rompere un altro argine. E intanto oggi una nuova perquisizione nella sede centrale della BpVi compiuta dalla guardia di finanza su ordine della procura di Vicenza che procede per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza e che ha iscritto nel registro degli indagati anche gli ex vertici Gianni Zonin e Samuele Sorato (quest'ultimo indagato anche a Prato): al centro dell'interesse dei magistrati, i finanziamenti erogati tra il 2012 e il 2014 a grandi clienti. Indagata per responsabilità amministrativa la banca. Massima collaborazione da dirigenti e funzionari dell'istituto vicentino. “La banca – ha commentato l'amministratore delegato Francesco Iorio – è la prima ad essere interessata a fare chiarezza sul passato”. 
nt
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  21.06.2016 h 17:16

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 
 

Digitare almeno 3 caratteri.

 
 
 
 

Dossier