17.03.2016 h 14:37 commenti

Popolare di Vicenza, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato sempre più vicina ad un'azione legale

L'ente ha dato mandatato a uno studio legale di Milano per valutare il caso. Sull'adesione alla ricapitalizzazione invece, il consiglio d'Indirizzo prende tempo e attende di conoscere nel dettaglio le condizioni in campo
Popolare di Vicenza, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato sempre più vicina ad un'azione legale
La decisione sull'adesione alla ricapitalizzazione da oltre un miliardo e mezzo di euro della Popolare di Vicenza, è rinviata a quando saranno definite la condizioni dell'operazione. Questa è la posizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, socia della banca vicentina con un pacchetto azionario che ad oggi corrisponde allo 0,35%del capitale. Il Consiglio d'Indirizzo, quasi all'unanimità, ha scelto di restare in panchina in attesa che sia più chiaro cosa avverrà in campo. Nel frattempo ha dato mandato a uno studio legale di Milano per capire se ci siano gli spazi per fare causa agli ex vertici dell'istituto di credito vicentino per la perdita di valore delle azioni, passate da 62,5 euro a 6,30 euro (prezzo di recesso) poco dopo la decisione della Fondazione di vendere metà del proprio pacchetto azionario. Operazione questa poi bloccata di fatto dall'intervento ispettivo della Bce e dalle conseguenze successive. Un imprevisto che è costato alle casse dell'ente pratese moltissimi milioni di euro perchè il valore delle azioni è diventato un decimo in pochi mesi: da oltre 21 milioni a 2,2 milioni. "Vogliamo verificare se ci siano responsabilità dei precedenti vertici della banca per questa perdita di valore. - afferma Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione - Vorrei ricordare che le azioni Cariprato sono state ricomprate alla Fondazione a 60,5 euro, quindi era un valore effettivo anche per la banca. Vogliamo capire cosa è successo in questi anni per avere una tale perdita e se ci sono responsabilità da parte degli organi della banca". La Fondazione comunque ha ancora interesse a vendere come dimostra il nuovo invio della domanda al ministero dell'economia affinché resti valida la precedente autorizzazione (la popolare di vicenza è considerata banca conferitaria per la Fondazione e quindi ogni movimento che la riguarda deve essere autorizzato". Naturalmente quando ci sarà più chiarezza sul futuro della banca e sul valore delle azioni "Abbiamo come unico obiettivo la tutela del patrimonio - ha spiegato Fabia Romagnoli - appena conosceremo la forbice del prezzo e gli eventuali incentivi per i vecchi soci, decideremo". È probabile, comunque, che la fondazione non aderirà alla ricapitalizzazione. Il pacchetto azionario è esiguo. Certo, rischia di annacquarsi ulteriormente ma i numeri sono talmente piccoli da non fare la differenza. Appare più probabile invece, che la Fondazione approfitti degli eventuali meccanismi incentivanti per l'acquisto delle azioni e che in un momento successivo, se e quando il prezzo delle azioni risalirà, venderà buona parte del proprio pacchetto azionario come avrebbe voluto fare a cavallo tra il 2014 e il 2015 prima che prezzo e situazione degenerassero. A fine aprile il Consiglio d'Indirizzo della Fondazione sarà chiamato ad approvare il bilancio 2015 che recepirà la perdita di valore del pacchetto azionario. Non ci saranno conseguenze sul conto economico perché l'emorragia da oltre 18 milioni di euro è stata assorbita dal fondo plusvalenze che prima del terremoto vicentino sfiorava i 50 milioni di euro. Le azioni della Popolare di Vicenza in mano alla Fondazione hanno un valore complessivo di 2,5 milioni di euro (6,3 euro ad azione) su un patrimonio complessivo di 70 milioni.
E.B.
 
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Data della notizia:  17.03.2016 h 14:37

 
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