26.06.2015 h 15:17 commenti

Popolare di Vicenza, clienti infuriati fanno causa: "Azioni svalutate, risparmi ridotti di un quarto"

Monta la rabbia e ieri l'assemblea dei "soci della Banca popolare di Vicenza" ha deciso di intraprendere un'azione legale. "Almeno così non ci sentiremo degli ingenui" spiega Tommaso Caparrotti che sta tirando le fila della protesta. Azioni crollate da 62 a 48 euro: "Ci siamo fidati e abbiamo creduto nelle parole e nelle garanzie di coloro ai quali abbiamo affidati i nostri risparmi"
Popolare di Vicenza, clienti infuriati fanno causa: "Azioni svalutate, risparmi ridotti di un quarto"
Sono 23 gli azionisti decisi a trascinare in tribunale la Popolare di Vicenza ma il numero potrebbe aumentare. Ieri, giovedì 25 giugno, la riunione dei soci si è chiusa con la decisione di andare al muro contro muro. A mettere le distanze tra le parti è stata la svalutazione delle azioni passate da 62 a 48 euro. “Siamo quei clienti della banca – scrive Tommaso Caparrotti che sta tirando le fila della protesta – che negli ultimi anni si sono visti affibbiare azioni e che, come per incanto, dopo l'ultima assemblea dello scorso 11 aprile hanno scoperto che i risparmi affidati all'istituto di credito di loro fiducia erano improvvisamente diminuiti di un quarto. Questi pratesi – continua – non sono speculatori o investitori abituali, ma clienti decennali che hanno creduto nelle parole e nelle garanzie di coloro ai quali hanno messo in mano i loro risparmi in cambio di risibili interessi e di qualche spicciolo in meno sulle commissioni così ingiustamente onerose da parte di chi tiene i soldi e ne fa quel che vuole”. La rabbia monta. Tra gli azionisti che si sono rivolti all'avvocato ci sono piccoli risparmiatori, professionisti che hanno impegnato somme più importanti e qualche imprenditore. “Pratesi indignati – continua Caparrotti – non vogliamo rassegnarci ad essere depauperati di una fetta così grande di quanto abbiamo risparmiato lavorando”. Non solo: “Non siamo in grado di recuperare neppure quel poco che rimane dell'investimento iniziale perché i titoli non sono commerciabili e perciò ce li dobbiamo tenere fino a quando, attraverso fusioni, ricapitalizzazioni e quotazioni in borsa, non saranno ridotti al nulla o quasi”. E' una questione economica ma anche di rapporti: “Abbiamo deciso di intraprendere l'azione legale almeno per non sentirci degli ingenui ma soltanto dei clienti traditi. Nn fidatevi di nessuno e non firmate mai niente, neppure se viene da un fidato collaboratore”. La procedura legale avrà un primo passaggio che è quello della negoziazione assistita, ovvero il tentativo di trovare un accordo per evitare che la questione approdi in un'aula di tribunale. “Se la negoziazione non porterà a niente – conclude Caparrotti – andremo avanti”.  
 
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Data della notizia:  26.06.2015 h 15:17

 
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