01.11.2016 h 11:20 commenti

Popolare di Vicenza, cliente risarcito per le azioni: ecco la strada da seguire

BpVi condannata a risarcire un piccolo azionista che si è rivolto al Giurì bancario, organismo alternativo alla magistratura ordinaria che interviene sulle controversie per importi non superiori a 100mila euro. Per i piccoli azionisti si apre la via della speranza: più facile tentare il recupero dell'investimento andato in fumo. Le azioni acquistate a 62,50 euro ciascuna oggi valgono una manciata di centesimi
Popolare di Vicenza, cliente risarcito per le azioni: ecco la strada da seguire
La Banca popolare di Vicenza è stata condannata a risarcire seimila euro ad un suo azionista che aveva sottoscritto l'acquisto di cento azioni nell'ambito della campagna per l'aumento di capitale. La vittoria è arrivata dopo che l'Associazione Codici che si occupa della tutela dei consumatori, ha chiesto al Giurì bancario, organismo alternativo alla magistratura ordinaria, di pronunciarsi sulla correttezza dell'operazione di vendita delle azioni. Una rivincita per i piccoli azionisti e un precedente pericoloso per la Popolare di Vicenza che potrebbe venir investita da una valanga di richieste di risarcimento danni attraverso il Giurì bancario che risolve gratuitamente tutte le controversie con le banche per importi non superiori a centomila euro. E' il portale “consumerismo.it” a dare notizia della condanna. Secondo quanto riportato, “la banca non ha fornito all'utente tutte le informazioni necessarie nella fase precontrattuale, in particolare non è stato sottolineato il rischio di liquidità connesso alla natura dei titoli e cioè di azioni non quotate”. Il Giurì avrebbe riscontrato “mancanza di consapevolezza da parte dei consumatori sulla natura dei prodotti finanziari illiquidi che sono stati acquistati”. Il cliente aveva sottoscritto il pacchetto minimo di azioni per un valore di 6.250 euro. Azioni che nel giro di pochi mesi sono state deprezzate prima dalla banca stessa con il valore ridotto da 62 euro e 50 centesimi a 48 e poi praticamente azzerate dalla manovra per la quotazione in Borsa che però non è andata in porto. Il pronunciamento del Giurì bancario consegna molte, moltissime speranze agli azionisti che solo a Prato sono più di cinquemila per un pacchetto complessivo di 121 milioni andato in fumo. Non tutti però potranno rivolgersi al giudizio alternativo: chi ha investito cifre superiori a 100mila euro deve necessariamente chiedere l'eventuale risarcimento al tribunale. 
 
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Data della notizia:  01.11.2016 h 11:20

 
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