12.09.2015 h 16:34 commenti

Popolare di Vicenza, azionisti in rivolta: al via le cause civili. Oggi la protesta dei 5 Stelle

Azioni acquistate a 62 euro e 50 centesimi e scese poi a 48. "Mi sono fidato della banca e ci ho rimesso 12mila euro - il racconto di un socio - da lunedì ci penseranno i giudici". Intanto Prato, oggi, è stata tra le città che ha ospitato la protesta del Movimento 5 Stelle. La senatrice Bottici: "Chi ha danneggiato gli azionisti deve pagare"
Popolare di Vicenza, azionisti in rivolta: al via le cause civili. Oggi la protesta dei 5 Stelle
La Popolare di Vicenza ha detto no alla negoziazione assistita per ricomporre la frattura con gli azionisti pratesi. Azionisti pratesi che hanno già dato mandato al loro avvocato di avviare le cause civili allo scopo di recuperare quanto perduto con il deprezzamento delle azioni pagate 62 euro e 50 centesimi e dopo poche settimane scese a 48 euro. Per la banca Popolare di Vicenza, che nei giorni scorsi ha presentato i risultati della semestrale (LEGGI) non è questa l'unica spina nel fianco. Oggi, sabato 12 settembre, Prato è stata tra le città che hanno aderito alla mobilitazione nazionale del Movimento 5 Stelle che la lanciato l'hastag azionistinconsapevoli per riunire i 200mila sparsi in tutta Italia che “si sono visti sfumare i risparmi da un giorno all'altro pur avendo dai rappresentanti della banca rassicuranti comunicazioni”. Una manifestazione in piazza San Francesco nel pomeriggio e un incontro più tecnico stamani in Palazzo comunale organizzato dall'associazione “Voglio vivere così” con un collegamento in diretta streaming con Vicenza dove i 5 Stelle sono andati in procura con un esposto per chiedere alla magistratura di fare luce sulla vicenda. Presente a Prato la senatrice Laura Bottici, sindacalisti dipendenti dell'istituto di credito e soprattutto gli azionisti. “Io ho perso 12mila euro – dice Tommaso Caparrotti – soldi che ho sottratto al mio studio, al mio lavoro, a progetti di sviluppo. Con le azioni della Popolare di Vicenza avrei aiutato la mia attività, così mi è stato detto dalla banca con cui ho rapporti da quasi quaranta anni. Ecco come mi ritrovo, senza parlare di chi ha investito i propri risparmi ed è rimasto con ben poco in mano”. Durissimo il commento della senatrice Bottici: “Mai nessuno ha spiegato agli azionisti che il valore delle azioni non era reale, non era quello fissato dal mercato ma quello deciso dal cda della banca, mi auguro che chi ha danneggiato gli azionisti venga chiamato a pagare e a pagare davvero”. Il Movimento 5 Stelle ha presentato una interrogazione con carattere d'urgenza al Senato: “Ci hanno risposto dopo 40 giorni”, il commento laconico di Laura Bottici”. Tecnicismi nell'intervento di un dipendente di BpV: “Il valore complessivo delle azioni supera quello del patrimonio anche dopo il deprezzamento. Le azioni in mano ai soci? Senza la quotazione in borsa il valore è zero”. I 5 Stelle sono decisi a fare una battaglia senza esclusione di colpi: “Pretendiamo che politica, giustizia e la banca stessa tutelino gli interessi di 200mila piccoli azionisti. Ci auguriamo che l'esposto faccia il suo corso”. Invitata a stare a fianco dei soci e del Movimento 5 Stelle la consigliere comunale indipendente Marilena Garnier: “La città deve svegliarsi, siamo di fronte a un problema che non può essere sottaciuto ancora. Ci sono pratesi che si sono fidati della loro banca e poi si sono ritrovati con azioni svalutate da un giorno all'altro, in più si parla di diminuzione degli sportelli e di spostamento dei dipendenti con tutto quello che ne consegue. Io farò la mia parte, tutta la politica dovrebbe fare altrettanto”. 
 
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Data della notizia:  12.09.2015 h 16:34

 
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