01.08.2020 h 23:26 commenti

Ponte distrutto dai soldati tedeschi, Vaiano ora chiede i danni alla Germania

Un centinaio di cittadini si sono rivolti all'avvocato Michele Giacco per promuovere un’azione civile contro la Repubblica federale tedesca
Ponte distrutto dai soldati tedeschi, Vaiano ora chiede i danni alla Germania
A Vaiano ci sono almeno cento persone pronte a trascinare in tribunale la Germania per chiedere il risarcimento del danno provocato nel 1944 quando il feldmaresciallo Albert Kesselring ordinò alle sue truppe di abbattere il Ponte Vecchio. A 76 anni di distanza, i cittadini, riuniti in comitato, hanno dato mandato all’avvocato Michele Giacco di promuovere un’azione civile contro la Repubblica federale tedesca. Forte di un precedente - la richiesta danni avanzata alla potenza europea dalla città di Piacenza - l’avvocato ha perfezionato la diffida che partirà nei prossimi giorni e, senza una risposta, aprirà il contenzioso davanti al tribunale di Prato.
Vaiano non dimentica. Vaiano non ha mai dimenticato quei giorni lontanissimi nel tempo ma vivi nella memoria dei più anziani e nelle storie della guerra tramandate da generazione in generazione. Il Ponte Vecchio fu fatto saltare in aria per ritardare l’avanzata degli americani che, in marcia da Firenze, costrinsero i tedeschi alla ritirata verso Bologna. Ai comandi del feldmaresciallo Kesselring, le truppe formarono lo schieramento difensivo a Mangona, territorio di Vernio, da dove dovettero arretrare verso il monte Tavianella per ripararsi dai bombardamenti. Era l’agosto del ‘44 quando un soldato tedesco raggiunse in bicicletta il ponte e lo fece saltare in aria. Fece lo stesso con i ponti di Carmignanello e di Colle come hanno rivelato i candelotti risalenti alla Seconda guerra mondiale ritrovati una decina di anni fa durante un intervento di ristrutturazione. “Il danno - spiega l’avvocato Giacco - ha un valore indeterminato e sarà un esperto a stabilire l’ammontare del risarcimento. Secondo una prima stima, la cifra potrebbe essere intorno a 500mila euro”. L’azione legale si preannuncia lunga e macchinosa ma poggia su basi solide: la determinazione del comitato ad andare fino in fondo a una vicenda dolorosa. L’esplosione non fece morti ma cancellò per sempre un simbolo del paese, il punto di incontro tra le due sponde del Bisenzio. Ora la giustizia sarà chiamata a decidere se la Germania, per quel crimine di guerra, dovrà staccare un assegno a più zeri.
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Val di Bisenzio

Data della notizia:  01.08.2020 h 23:26

 
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