06.04.2020 h 07:40 commenti

Petizione online per tornare a lavorare il 14 aprile: già più di mille le firme

Il testo, pubblicato sulla piattaforma Changeorg, ha trovato il consenso di molti dipendenti del settore tessile. L'idea è di Roberto Rosati: "Imprenditori e lavoratori sanno operare in sicurezza"
Petizione online per tornare a lavorare il 14 aprile: già più di mille le firme
Sono già oltre mille i dipendenti di lanifici e produttori di filati, ma anche di altri settori produttivi, che hanno aderito alla petizione online in cui si chiede al sindaco di riaprire le aziende il 14 aprile. Lanciata ieri mattina 5 aprile dall'imprenditore tessile Roberto Rosati ha subito trovato il consenso di colleghi e lavoratori. “E' una sorta di referendum online – spiega – per cercare di far capire a chi ci governa che la riapertura non è solo una richiesta da parte degli imprenditori, ma anche dei nostri dipendenti che sono preoccupati per il futuro”. Il testo, pubblicato sulla piattaforma Changeorg con il titolo di "#il lavoro è salute", infatti recita “Ho imparato come non contagiarmi e non contagiare gli altri. So che l'azienda in cui lavoro ha predisposto strumenti e procedure per lavorare in sicurezza. Voglio tornare a lavorare subito”. L'idea da cui si parte è quella che a Prato si lavora in sicurezza e che le persone hanno imparato a mantenere la distanza sociale, a portare la mascherina e quindi, per quanto possibile, a difendersi dal virus. Dall'altra parte si temono risolti socio economici drammatici.
I firmatari – continua Rosati – hanno chiaramente espresso questa grande preoccupazione e hanno fatto la loro valutazione. Del resto le nostre imprese hanno sempre rispettato i parametri imposti dal Governo e siamo disposti a renderli ancora più stringenti”. Rosati si ispira, utilizzando i moderni mezzi, alla “marcia dei 40mila” che negli anni '80 portarono in piazza a Torino gli operai della Fiat per evitare la chiusura dello stabilimento. “Allora venne capito il senso della protesta – continua l'imprenditore – mi auguro che questa volta il messaggio arrivi ai nostri politici, che, probabilmente non si rendono conto che il ciclo produttivo di Prato che è essenzialmente stagionale: se non si riapre subito molte aziende dovranno chiudere e centinaia e centinaia di famiglie si troveranno sul lastrico.
Ed è arrivato il momento di pensare anche ad una riapertura graduata delle attività commerciali , negozi inclusi , rimandando magari a maggio quello delle attività ricreative".

 
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Data della notizia:  06.04.2020 h 07:40

 
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