16.05.2018 h 18:03 commenti

Pensionato morto in via Ciulli nel sottopasso sotto sequestro, innocenti Frasconi e Mascelli

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'archiviazione del procedimento nel quale l'ex dirigente del Comune di Prato e l'ex dirigente di Asm erano accusati di omicidio colposo e omissione colposa di doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro. L'anziano, che viaggiava in bicicletta, morì tre anni e mezzo fa in seguito allo scontro con un altro ciclista
Pensionato morto in via Ciulli nel sottopasso sotto sequestro, innocenti Frasconi e Mascelli
Non hanno colpe e dunque non devono rispondere di alcun reato Lorenzo Frasconi e Marco Mascelli, rispettivamente ex dirigente del Comune di Prato ed ex dirigente di Asm, finiti sotto inchiesta per l'incidente nel sottopasso di via Ciulli che il 24 agosto 2014 costò la vita ad un uomo di 80 anni, Giuseppe Petrucci. Oggi, mercoledì 16 maggio, il giudice per le indagini preliminari Angela Fantechi ha archiviato il procedimento accogliendo le richieste dei difensori Alessandro Gattai e Olivia Nati. Frasconi e Mascelli erano finiti sul registro delle notizie di reato per omicidio colposo e omissione colposa di doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro in seguito alla scontro tra due biciclette (l'altro ciclista non è mai stato identificato né è mai stata ricostruita con certezza la dinamica del sinistro) lungo la passerella pedonale adiacente al sottopasso sequestrato il 5 ottobre 2010 quando l'allagamento provocò la morte di tre donne. Frasconi fu indagato in quanto custode del sottopasso, Mascelli perché avrebbe dovuto collocare cartelli con il divieto di accesso. Il giudice ha ritenuto la “insussistenza del nesso di causalità tra la condotta degli indagati e la morte dell'anziano”. Nel decreto di archiviazione si legge che “nel corso della vigenza del sequestro il giudice aveva autorizzato la rimozione dei sigilli per consentire all'autorità comunale l'esecuzione di alcuni lavori, ma il bene non era stato dissequestrato. Dalle indagini è stato accertato che da tempo, nonostante la vigenza del sequestro, le transenne (che servivano a chiudere l'ingresso al sottopasso) erano state rimosse e i residenti nella zona avevano ripreso a transitare. Va evidenziato – conclude il giudice – che non vi è alcun profilo causale tra la rimozione delle transenne di accesso alla zona pedonale ed il sinistro atteso che la inibizione del traffico pedonale e veicolare era finalizzata ad impedire uno specifico pericolo, ossia il rischio che altri utenti potessero subire danni da un nuovo allagamento del sottopasso”.


 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  16.05.2018 h 18:03

 
  • Share
  •  
 
 
 
comments powered by Disqus
 

Digitare almeno 3 caratteri.