08.06.2016 h 10:38 commenti

Omicidio Raucci, ucciso per un "bidone" nel traffico di droga. Arresti dei carabinieri anche nel pratese

All'alba di stamani sono finite in manette oltre venti persone. Impiegati anche cinofili e un elicottero. L'uomo ammazzato da una gang calabro-labronica perché era stato truffato e aveva acquistato zucchero invece che cocaina
Omicidio Raucci, ucciso per un "bidone" nel traffico di droga. Arresti dei carabinieri anche nel pratese
Ci sono anche due pratesi tra le oltre venti persone arrestate all'alba di stamani, mercoledì 8 giugno, per l'omicidio di Giuseppe Raucci, 49 anni originario di Prato ma residente sulla costa, trovato cadavere nel portabagagli di un'auto il 9 dicembre scorso alla Ginestra fiorentina nei pressi dell'uscita della super strada FiPiLi (LEGGI).
Le indagini, condotte dai carabinieri di Livorno, si sono indirizzate verso il mondo dello spaccio di droga. Stamani sono scattate le manette per oltre venti persone coinvolte a vario titolo. Sul fronte pratese un arresto è stato compiuto a Vaiano, l'altro a Prato. Impiegati anche unità cinofile e un elicottero.
L'operazione, denominata 'Akuarius', ha consentito di individuare e smantellare, spiegano gli investigatori, un'organizzazione criminale calabro-labronica, tra le province di Firenze, Livorno, Pisa, Prato, Pistoia, Massa e Lucca. L'indagine ha portato anche al sequestro di oltre 65 chili di droga.     L'inchiesta è stato condotta dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Pisa e dal nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Livorno. 
Sono partite proprio dall'uccisione di Giuseppe Raucci le indagini coordinate dalla Dda fiorentina. Secondo quanto spiegato dagli investigatori Raucci sarebbe stato ucciso dall'organizzazione calabro-livornese smantellata dall'indagini per un'affare finito male: incaricato di acquistare a Roma tre chili di cocaina - per un valore di 35.000 euro - da una banda di colombiani, sarebbe stato truffato. In pratica al posto dello stupefacente gli sarebbe stato venduto zucchero pressato.    
Raucci, originario di Prato e residente a Camaiore, venne ucciso a Tirrenia con un colpo di pistola alla testa dopo essere stato attirato in trappola e picchiato a sangue. Il corpo venne poi portato fino a Ginestra Fiorentina e qui abbandonato all'interno di un'auto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Raucci fu ucciso il 9 dicembre scorso, nell'appartamento di un residence di Tirrenia (Pisa), preso in affitto dal gruppo criminale, dopo essere stato attirato lì "con un tranello", ha spiegato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo nel corso di una conferenza stampa. Il suo omicidio fu una vera e propria "esecuzione mafiosa", per non aver restituito i 35 mila euro ricevuti per acquistare la droga.    
Nell'appartamento era presente anche un dominicano di 33 anni, Amin Ricon Fabian, che aveva ricevuto incarico di acquistare la droga a Roma insieme a Raucci da un gruppo di colombiani. L'uomo, arrestato questa mattina nell'ambito dell'inchiesta insieme al fratello, Santana Fabian di 37 anni, fu risparmiato e mandato via.
Dopo l'omicidio l'appartamento fu ripulito con cura: tuttavia tracce del sangue di Raucci sono state trovate dagli investigatori nel corridoio del residence che porta all'abitazione affittata. Secondo l'accusa, Raucci e il 33enne dominicano lavoravano come 'broker' della droga, intermediari che smerciavano ai vari gruppi criminali operanti in Toscana i carichi di cocaina fatti arrivare in Italia dalle organizzazioni criminali sudamericane specializzate nel traffico internazionale di stupefacenti. Per l'omicidio sono finiti in carcere Yuri Cambi, livornese di 47 anni, Carmine Balzano, 48 anni, di Livorno, Emilio Tropea, 55 anni, calabrese residente a Vaiano, e Giovanni Zaccuri, 60anni, pratese. Tra le persone finite ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta, condotta dal pm Angela Pietroiusti, anche il fratello di Giuseppe Raucci, Vincenzo, 46 anni, per il traffico di droga. Al momento gli inquirenti non avrebbero elementi per stabilire se l'uomo conoscesse i nomi degli assassini del fratello.    
Sempre in base a quanto emerso nel corso delle indagini, il gruppo criminale calabro-livornese aveva tra l'altro il compito di coordinare l'organizzazione logistica relativa alla ricezione della droga che arrivava dal Sud America al porto di Livorno.
 
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Data della notizia:  08.06.2016 h 10:38

 
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