10.04.2018 h 13:12 commenti

Omicidio Lo Cascio, un amico ricorda Leonardo e scrive: "Città muta nell'anniversario della tua morte"

Una lettera lasciata il giorno di Pasqua sul luogo dell'omicidio da una persona che conosceva bene la vittima. "Leonardo era un uomo perbene, un gran lavoratore". Un passaggio della lettera: "La comunità marocchina non ha mai chiesto scusa e la città non ha fatto niente per ricordare quello che è successo. Non meriti, caro Leonardo, tutto questo"
Omicidio Lo Cascio, un amico ricorda Leonardo e scrive: "Città muta nell'anniversario della tua morte"
“Caro Leonardo, è trascorso oramai un anno da quando una mano assassina volle portarti via da questo mondo. Perché non è stato fatto un ricordo da parte della città? Se viene ucciso un immigrato vengono svolte fiaccolate, processioni, manifestazione e cose varie... per te, caro Leonardo, non è stato fatto niente, nessun ricordo nemmeno a un anno dalla tua morte. E questa la chiamano comunità... parole su parole ma con i fatti mai niente”. E' uno dei passaggi della lettera che è stata lasciata in piazzale Falcone e Borsellino da un amico di Leonardo Lo Cascio, il portiere di notte di 38 anni ucciso per pochi euro la sera del 30 marzo 2017 mentre stava andando a prendere servizio all'Art hotel museo. Per l'omicidio, è stato condannato all'ergastolo Abdelghani Ammari, marocchino di 30 anni.
“Leonardo era una persona perbene, un gran lavoratore ed è morto per dieci euro”, le parole dell'amico che ha voluto ricordare la vittima con una lettera che esprime dispiacere e rammarico per il silenzio che la comunità marocchina e la città hanno riservato a questa vicenda.
Riportiamo di seguito stralci della lettera.
“Quella mano assassina è, grazie al cielo, dietro alle sbarre, probabilmente per tutta la vita, anche se ho dubbi visto come funziona la giustizia in questo paese. La comunità di cui fa o faceva parte chi ti ha ucciso, non ha minimamente chiesto scusa o fatto qualcosa nei confronti della famiglia o preso le distanze dal gesto compiuto. Nulla di nulla. E la chiamano comunità. Non meriti, caro Leonardo, tutto questo.
La città, così come i suoi vertici, non ha mosso un dito, non ha potuto (o voluto?) ricordarti. Solo i giornali ne hanno parlato, ma per il resto non è stato fatto nulla. Solo i giornali ne hanno parlato, ma per il resto nulla è stato fatto. Come se nulla fosse accaduto.
Rimane il ricordo di una persona che se ne è andata troppo presto per il volere di una mano che mi auguro possa trascorrere il resto della sua vita in carcere così come tutti quelli che uccidono per poco senza avere nessuna pietà per chi invece, giorno e notte, sacrifica la propria vita per portare un pezzo di pane a casa.
Caro Leonardo, tu che adesso sei lassù, veglia su di noi. Un abbraccio forte”.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.04.2018 h 13:12

 
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