21.04.2017 h 17:05 commenti

Omicidio Lo Cascio, il giorno prima del delitto l'assassino era stato fermato dalla polizia mentre era ubriaco

Proseguono le indagini sull'omicidio del portiere di notte, la sera del 30 marzo in piazzale Falcone e Borsellino. Emerge che il trentenne era stato identificato la sera prima in viale della Repubblica e trovato con un coccio di vetro. Intanto si mobilita Fratelli d'Italia che chiede alla Regione di sostenere economicamente la famiglia della vittima
Omicidio Lo Cascio, il giorno prima del delitto l'assassino era stato fermato dalla polizia mentre era ubriaco
Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni che ha confessato di aver ucciso la sera del 30 marzo scorso il trentottenne portiere di notte Leonardo Lo Cascio davanti al Palazzo di giustizia di Prato, era stato controllato e identificato meno di ventiquattro ore prima dalla polizia. La presenza di un uomo visibilmente ubriaco era stata segnalata da un passante nel parcheggio del supermercato Lidl in viale della Repubblica e gli agenti, arrivati sul posto, avevano trovato, accovacciato dietro una macchina, proprio Abldelghani Ammari. Il marocchino era stato identificato, poi controllato e perquisito. In tasca aveva un coccio di vetro che nell'occasione era caduto a terra. Un particolare che non sposta nulla nelle indagini ancora in corso sull'omicidio di Lo Cascio ma che, in una confessione costellata di menzogne, è l'unica cosa che potrebbe coincidere con le dichiarazioni di Ammari quando dice di aver colpito con un coccio di vetro. Che, se particolarmente appuntito, sarebbe compatibile con la ferita che ha ucciso il trentottenne che era appena sceso dall'autobus e stava andando al lavoro, all'Art hotel museo. Intanto sarebbero sei o sette le telecamere, comprese quelle che sorvegliano il Palazzo di giustizia, che hanno ripreso non direttamente il momento in cui Lo Cascio è stato ucciso, ma il percorso che ha compiuto dalla fermata del bus fino al punto in cui è stato colpito, i passaggi prima e dopo il delitto e gran parte della mezzora che il marocchino ha trascorso in zona dopo essersi disfatto dello zaino della vittima e di un giubbotto e una maglia sporchi di sangue.
Intanto si mobilita a favore della famiglia di Lo Cascio il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale Giovanni Donzelli che chiede alla Regione di intervenire per sostenere economicamente e moralmente la famiglia della vittima. Una richiesta che ricalca quelle presentate e accolte in passato per altre vittime della criminalità, tra le quali Giuseppe Giangrande. “Lo Cascio ha lasciato una madre invalida e nullatenente – scrive Donzelli – crediamo sia doveroso intervenire per dimostrare concretamente la vicinanza delle istituzioni e permettere ai familiari di non sentirsi abbandonati”. 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  21.04.2017 h 17:05

 
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