02.04.2017 h 10:39 commenti

Svolta per l'omicidio davanti al tribunale: fermato un sospetto, stava cercando di lasciare l'Italia. Ha confessato

I carabinieri hanno bloccato a Bologna un cittadino marocchino di 30 anni: era all'aeroporto e voleva imbarcarsi su un volo. Interrogato dal pm è caduto più volte in contraddizione prima di ammettere la sua responsabilità
Svolta per l'omicidio davanti al tribunale: fermato un sospetto, stava cercando di lasciare l'Italia. Ha confessato
Svolta nell'omicidio di Leonardo Lo Cascio, il 38enne portiere d'albergo brutalmente ucciso la sera di giovedì 30 marzo in piazzale Falcone e Borsellino. I carabinieri hanno fermato ieri 1 aprile la persona sospettata di essere l'assassino. Si tratta di un cittadino marocchino che è stato bloccato a Bologna, mentre stava cercando di imbarcarsi su un volo per lasciare l'Italia. Il suo nome è Abdelghani Arrami, ha 30 anni, è regolare in Italia e lavora in una tintoria, fino a poco tempo fa aveva un contratto regolare, negli ultimi tempi sembra che continuasse a lavorare a nero. A suo carico qualche precedente per reati contro il patrimonio e la persona.In particolare circa sei mesi fa era stato arrestato per un tentato scippo.
Lo straniero è stato portato a Prato e per tutta la notte è stato interrogato dal sostituto procuratore Egidio Celano e dai militari del Nucleo Investigativo dei carabinieri guidato dal capitano Vitantonio Sisto. Ad assisterlo gli avvocati Gabriele Terranova e Luca Ancona. E' caduto più volte in contraddizione, fornendo via via versioni sempre differenti. Alla fine ha ammesso le proprie responsabilità, fornendo la sua versione dei fatti.
Per gli inquirenti è sicuramente la stessa persona immortalata dalle telecamere di un distributore pochi attimi dopo il brutale omicidio. Nel video si vede l'uomo scappare dal piazzale e togliersi un giubbotto, che è stato poi trovato poco lontano tutto insanguinato. 
Nonostante le immagini in movimento e un cappellino a coprire parzialmente il volto, gli inquirenti erano riusciti quasi da subito a dare un nome alla persona, anche grazie ad una serie di testimonianze ritenute attendibili e a un certosino lavoro svolto dai carabinieri, che praticamente non hanno chiuso occhio dal momento dell'omicidio fino al fermo del sospetto.
Il marocchino, che abitava a Prato dove ha anche dei parenti, non era però stato rintracciato nei luoghi che era solito frequentare.
Ieri verso le 18 la svolta, con il blitz fatto a Bologna. Appena in tempo prima che l'uomo lasciasse l'Italia. Il giovane aveva infatti acquistato un biglietto aereo per il Marocco e si sarebbe imbarcato nel tardo pomeriggio con un volo diretto. Per questo i carabinieri del tenente colonello Marco Grandini hanno deciso di accelerare i tempi e di intervenire. Il giovane è adesso alla Dogaia in stato di fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di omicidio volontario. Martedì dovrebbe tenersi l'interrogatorio dal giudice per la conferma del fermo.
L'omicida èrestato a lungo nella zona del delitto, dopo essersi tolti gli abiti insanguinati. E anche questa circostanza ha finito per tradirlo. Troppi gli elementi raccolti dagli investigatori. Così, dopo aver inizialmente negato tutto, alla fine lo straniero è stato costretto ad ammettere di aver colpito il povero Leonardo Lo Cascio. A suo dire al culmine di una lite nata in seguito ad un presunto debito. Ma su questa circostanza ci sono molti dubbi. Secondo gli inquirenti non sarebbe emerso nessun tipo di contatto tra il presunto assassino  e la vittima. Tra l'altro in una delle immagini riprese dalle telecamere si vedono Lo Cascio che cammina in via Ferrucci, seguito a qualche passo di distanza da Arrami. Tra i due, però, non ci sarebbe nessuna interazione. Resta confermata quindi l'ipotesi della rapina finita male, sulla quale fin dall'inizio gli investigatori hanno concentrato le loro attenzioni. Leonardo Lo Cascio, da tutti descritto come un lavoratore coscienzioso e senza grilli per la testa, sarebbe stato ucciso quindi per 20 euro e un telefonino.
I particolari sul fermo del 30enne e sull'inchiesta saranno illustrati domani, lunedì 3 aprile, dal procuratore Giuseppe Nicolosi e dagli inquirenti e investigatori che hanno lavoro al caso.

 
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Data della notizia:  02.04.2017 h 10:39

 
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