09.12.2021 h 14:11 commenti

Omicidio Comeana, manca ancora il movente. Domani uno degli indagati davanti al Riesame

I giudici chiamati a decidere se accogliere o meno la richiesta di domiciliari avanzata dagli avvocati del manovale arrestato poche ore dopo il delitto del culturista Gianni Avvisato. L'altro indagato, pluripregiudicato evaso dagli arresti domiciliari, all'interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutti e due sono rinchiusi nel carcere della Dogaia
Omicidio Comeana, manca ancora il movente. Domani uno degli indagati davanti al Riesame
Il tribunale del Riesame deciderà nei prossimi giorni se concedere oppure no i domiciliari a Andrea Costa, il manovale fiorentino di 35 anni arrestato con l'accusa di aver preso parte all'omicidio di Gianni Avvisato, il trentottenne culturista ucciso a colpi di pistola sulla porta della sua abitazione, in via Boccaccio a Comeana, lo scorso 24 novembre. Per lui, rinchiuso nel carcere della Dogaia, gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, hanno chiesto un alleggerimento della misura restrittiva e domani, venerdì 10 dicembre, discuteranno la questione davanti ai giudici e alla presenza del loro assistito.
Nel carcere della Dogaia è rinchiuso anche Stefano Marrucci, pluripregiudicato di 55 anni, arrestato lunedì scorso in un affittacamere a Firenze dopo 12 giorni di latitanza: a indicarlo come esecutore materiale dell'omicidio è stato Costa che ai carabinieri ha detto di aver fatto solo da tassista, di avere accompagnato l'amico a casa della vittima senza sapere che fosse armato e dunque senza avere contezza delle sue intenzioni.
Marrucci, difeso dall'avvocato Luca Cianferoni, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Prato: stessa strategia adottata dal presunto complice che si è chiuso nel silenzio dopo aver rilasciato dichiarazioni ai carabinieri e che poi, tramite i suoi difensori, ha chiesto di parlare con la procura che però non ha ancora fissato una data.
Intanto continuano le indagini sull'omicidio. Un debito o uno sgarro: starebbe dentro uno di questi scenari il movente. Gli investigatori stanno battendo con molta insistenza queste due piste e stanno lavorando sui rapporti pregressi tra il padre della vittima e Stefano Marrucci: entrambi, una decina di anni fa, comparvero in una inchiesta su una rapina e ne uscirono con una sentenza di proscioglimento. Accertamenti anche sulla pistola sequestrata al pluripregiudicato, una calibro 9x19 il cui furto era stato denunciato a Livorno nel 2014. L'uomo, quando è stato sorpreso nel sonno nell'affittacamere dove si nascondeva, aveva accanto a sé l'arma pronta all'uso e sarà la perizia a dire se si tratti della stessa utilizzata per l'omicidio del culturista.


 
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Data della notizia:  09.12.2021 h 14:11

 
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