26.11.2021 h 14:09 commenti

Omicidio Comeana, il presunto killer è evaso dai domiciliari per andare ad uccidere. E' ricercato in tutta Italia

I carabinieri stanno dando la caccia a un pregiudicato pratese che già negli anni '80 aveva commesso un omicidio. A fare il suo nome è stato l'uomo fermato poche ore dopo il fatto e ora rinchiuso nel carcere della Dogaia in attesa dell'udienza di convalida
Omicidio Comeana, il presunto killer è evaso dai domiciliari per andare ad uccidere. E' ricercato in tutta Italia
nella foto la vittima Gianni Avvisato
Con una calibro 9 in tasca è evaso dagli arresti domiciliari per andare non si sa se a dare un avvertimento oppure a uccidere Gianni Avvisato, il culturista di 38 anni ammazzato con un colpo di pistola davanti alla porta della sua abitazione, in via Boccaccio a Comeana. Da 48 ore è in corso la caccia all'uomo: l'obiettivo è un pregiudicato pratese di 55 anni, indicato come esecutore materiale dell'omicidio. A puntare il dito contro di lui è il manovale fiorentino di 39 anni fermato poche ore dopo il delitto: ai carabinieri che lo hanno interrogato per ore, ha raccontato di avere solo fatto da autista al pregiudicato, di averlo accompagnato a casa della vittima e di aver scoperto solo lì che aveva con sé una pistola. Domani, sabato 27 novembre, il trentanovenne, attualmente rinchiuso nel carcere della Dogaia, comparirà davanti al giudice delle indagini preliminari per la convalida dell'arresto. La procura parla di 'quadro indiziario preciso' al di là delle dichiarazioni rilasciate dall'indagato.
Il caso è praticamente risolto anche se mancano ancora certezze assolute sul movente dell'omicidio commesso nel pomeriggio di mercoledì scorso. L'uomo ricercato stava scontando una pena definitiva nella sua abitazione a Firenze; all'attivo un curriculum criminale corposo, compreso un omicidio volontario, nel 1987. Nel suo passato anche sparatorie con le forze dell'ordine e una certa propensione alla latitanza.
L'omicidio di Gianni Avvisato ha a che fare con ambienti malavitosi: gli investigatori privilegiano l'ipotesi di un regolamento di conti per qualche affare sporco. Molte le persone sentite in caserma: non solo i vicini di casa che con le loro testimonianze hanno messo subito gli inquirenti sulle tracce del manovale, ma anche conoscenti, amici, qualche parente. Della vittima si sa che passava molte ore in palestra dopo averne gestita una a Poggio a Caiano, che da pochi mesi si era trasferito a Comeana, che ha un precedente per un reato di poco conto, che aveva frequentazioni – non è chiaro quanto assidue – nell'ambiente della piccola criminalità. I vicini di casa hanno detto di aver sentito la vittima discutere con un paio di uomini e poi aver sentito i colpi di pistola; chi si è affacciato sulla strada ha fatto in tempo a vedere due uomini fuggire a piedi verso un'auto rossa e su quella allontanarsi. Pochi elementi ma più che sufficienti per consentire ai carabinieri di imprimere immediatamente una svolta decisiva alle indagini.
Intanto nella mattina di oggi, venerdì 26 novembre, il sindaco di Carmignano, Edoardo Prestanti, ha avuto un incontro in prefettura: “Gli impianti di videosorveglianza installati sul territorio si sono rivelati fondamentali, come già avvenuto in altri occasioni, e hanno permesso di risalire in tempi celeri ai responsabili dell'omicidio – si legge in un comunicato del Comune – ci teniamo a tranquillizzare la cittadinanza: il fatto si è consumato nel nostro territorio ma in un contesto strettamente legato alla vittima”. Il sindaco ha deciso, in accordo con le forze dell'ordine e con la prefettura, e in via del tutto precauzionale, di rafforzare i controlli e ampliare la rete di videosorveglianza.
nt


 
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Data della notizia:  26.11.2021 h 14:09

 
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