11.10.2019 h 15:11 commenti

Oltre mille persone per l'ultimo saluto a Giovanni: la bara portata a spalla dai compagni di squadra

Il Duomo non è stato sufficiente a contenere la folla che ha voluto partecipare al funerale del giovane ciclista morto in seguito ad una caduta in gara
Oltre mille persone per l'ultimo saluto a Giovanni: la bara portata a spalla dai compagni di squadra
Non basta il Duomo di Prato a contenere le centinaia di persone che oggi, 11 ottobre, hanno voluto dare l'ultimo saluto a Giovanni Iannelli, il ciclista 22enne di Prato morto lunedì dopo essere rimasto coinvolto in una bruttissima caduta in gara sabato 5 ottobre durante il Circuito Molinese. Mille persone, forse di più, si sono strette intorno alla famiglia del ragazzo. La bara è stata portata a spalla in chiesa dai compagni della squadra Elite Under 23 dove Iannelli militava. Tra le tante persone accorse in piazza Duomo il sindaco Matteo Biffoni, l'onorevole Riccardo Nencini, il ct della Nazionale Davide Cassani e quello degli juniores. E poi tanti amici, i colleghi del padre Carlo, avvocato e dirigente di ciclismo, gli ex compagni di scuola di Giovanni al Copernico e quelli dell'Università, i piccoli alunni della madre Anna Maria, maestra al San Niccolò.
I funerali, organizzati dai servizi funebri della Misericordia, sono stati celebrati dal vescovo, che ha voluto presiedere la cerimonia. "Soffro con voi e con voi spero e prego. Vi portò nel cuore come fratello e padre" le parole di monsignor Giovanni Nerbini, che poi ha aggiunto: "Questo è il mistero della vita nel suo vertice di dolore - ha aggiunto -. Siamo come erba che fiorisce la mattina e la sera viene falciata. Come Gesù sulla croce ti ha affidato Giovanni, o Maria affidiamo il nostro Giovanni alle tue premurose mani".
Il vescovo ha poi ringraziato i genitori di Giovanni per aver donato gli organi del figlio: "Il vostro dolore è stato trasformato in generosità per gli sconosciuti che si trovano nel bisogno". Dopo aver citato Sant'Agostino e San Paolo, il vescovo ha chiuso con un ringraziamento rivolto ai tanti giovani presenti citando una canzone di Branduardi: "Vi ringrazio per questa fedeltà sobria poco appariscente ma sincera che avete dimostrato in questi giorni. A voi dico onorate la memoria di Giovanni amando la vita che dura solo il tempo di un gioco, non sprecatela in sogni da poco".
Lungo l'elenco degli amici e dei dirigenti sportivi che hanno voluto ricordare Giovanni. La madre li ha poi raggiunti sull'altare e li ha abbracciati tutti circondata anche dai suoi alunni.
Sull'altare anche Marco Cavorso, padre di Tommaso, ciclista morto nove anni fa ad appena 13 anni travolto da un automezzo durante un allenamento in Valdisieve. Da allora Marco combatte per la sicurezza di chi pedala.

E a proposito. Dal pulpito Davide Cassani, ct della nazionale, oltre a ricordare la prima volta che ha visto Giovanni con la maglia azzurra della nazionale giovanile, si è impegnato personalmente con la famiglia Iannelli: "Vi garantisco che insieme alla Federazione farò di tutto perchè queste disgrazie non succedano mai più". Un impegno ribadito dall'altare anche dalla federazione toscana nelle parole di Giacomo Bacci del Comitato regionale della Federazione Ciclistica.

All'uscita dalla cattedrale il feretro è stato circondato da due lunghissime ali di folla plaudente. Gli amici e i compagni di squadra hanno salutato il loro amico urlando "Grande".
 
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Data della notizia:  11.10.2019 h 15:11

 
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