01.06.2017 h 17:25 commenti

Nuovi scenari per l'inchiesta sul Creaf, in procura continua la sfilata dei testimoni

Oggi pomeriggio sentito dal pm Lorenzo Boscagli l'ex direttore generale della Provincia Francesco Delfino, chiamato a ricostruire i vari passaggi amministrativi e contabili che hanno portato a spendere 22 milioni di soldi pubblici
Nuovi scenari per l'inchiesta sul Creaf, in procura continua la sfilata dei testimoni
Come un grande mosaico a cui ogni giorno si aggiunge un nuovo tassello, l'inchiesta sul Creaf cresce e lascia intravedere nuovi scenari. La procura di Prato continua a convocare testimoni per ricostruire una vicenda che ha, al momento, solo un paio di punti fermi: i 22 milioni di soldi pubblici spesi in 11 anni, dal 2005, per realizzare il Centro di ricerca e alta formazione in via Galcianese dichiarato fallito nelle settimane scorse dal tribunale e il fatto che il Centro non è mai entrato in attività. Tre gli indagati per bancarotta societaria, i vertici che nel tempo si si sono susseguiti alla guida del Creaf: nell'ordine Daniele Panerati che all'epoca dell'incarico era anche vicepresidente della Provincia (per ora l'unico ad essere stato ascoltato dal pm), Luca Rinfreschi dimissionario nel 2014 e Laura Calciolari.
Oggi, giovedì primo giugno, il sostituto procuratore Lorenzo Boscagli ha ascoltato come persona informata sui fatti Francesco Delfino, ex direttore generale della Provincia, chiamato a ricostruire i passaggi amministrativi e contabili che hanno tenuto in piedi il Creaf in attesa dell'apertura che non c'è mai stata. Delfino, marito di Graziella De Castelli, l' ex ragioniere capo del Comune di Prato recentemente protagonista del processo sui contratti Swap firmati dall'ente, è stato ragioniere generale dal 1996 al 2008 e dal 1999 anche direttore generale, periodo che copre i primi anni di vita del Creaf, dall'acquisto dell'immobile avvenuto nel 2005 ai finanziamenti pubblici via via destinati all'operazione che, secondo i proprietari – la Provincia e tutti i Comuni dell'area pratese – avrebbe rimesso in carreggiata la macchina del tessile provata dalla crisi e non più al passo coi tempi.
Delfino, un corposo curriculum di esperienze in enti locali e consulenze ministeriali e presso la Corte dei Conti, potrebbe aver chiarito alcuni aspetti dell'inchiesta che non è escluso possa coinvolgere, oltre alla società, la Provincia attribuendo eventualmente un ruolo gestorio a chi negli anni si è occupato del Creaf. Al vaglio del sostituto Boscagli e dei suoi consulenti una montagna di carte sequestrate dalla guardia di finanza: contabilizzazione, ristrutturazione, contratti, affidamento lavori, penali, verbali delle assemblee dei soci e documenti e delibere passati nelle Giunte e nei Consigli comunali. La lente della procura resta puntata anche sull'acquisto dell'immobile, pagato 8 milioni e mezzo al proprietario che poco tempo prima, all'asta, se l'era aggiudicato per circa 5 e che è già stato ascoltato in qualità di testimone. 
nadia tarantino
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  01.06.2017 h 17:25

 
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