08.03.2018 h 13:57 commenti

Nel Pd è resa dei conti, convocata per lunedì la direzione provinciale

Agli attacchi dei Giovani Democratici si aggiungono quelli dei Dems, le minoranze: "Con queste elezioni, di fatto, si esaurisce l’esperienza politica PD a trazione personalistica, carismatica e di leadership esclusiva"
Nel Pd è resa dei conti, convocata per lunedì la direzione provinciale
E' fissata per lunedì prossimo, 12 marzo, alle ore 21 in Federazione, la direzione provinciale del Partito Democratico di Prato. L'ordine del giorno è ovviamente la disfatta elettorale del 4 marzo scorso. Si annuncia già una riunione tesa e ricca di scintille  che potrebbero infiammare il dibattito. Sul piatto infatti, non ci saranno solo le questioni nazionali, attuali e passate, ma anche le scelte locali e i riflessi che avranno soprattutto in vista delle amministrative del 2019 quando anche Prato dovrà eleggere il nuovo sindaco. Alcune correnti interne al Pd, sono già sul piede di guerra. Ai Giovani Democratici che martedì hanno chiesto un netto cambio di passo al segretario Bosi e ai suoi, si aggiungono oggi i Dems che bocciano senza appello l'impostazione data al partito da Renzi: "La sconfitta elettorale del PD non è solo questione di numeri, ma anche il tramonto di un’idea e di un metodo. Con queste elezioni, di fatto, si esaurisce l’esperienza politica PD a trazione personalistica, carismatica e di leadership esclusiva. Dobbiamo ricominciare a parlare e ad ascoltare le persone e i loro bisogni, abbiamo l’urgenza di tornare nei circoli e ad incontrare il mondo delle associazioni, dobbiamo uscire dall’arroccamento e dall’arroganza dei cerchi magici per tornare in connessione con i territori. Noi siamo una minoranza responsabile, lo siamo stati quando abbiamo chiesto, senza ottenerla, la condivisione delle scelte e dei processi decisionali, e lo siamo ora che intendiamo lavorare insieme a tutti per costruire il futuro del centrosinistra, a Prato e nel Paese. Ciò che faremo sarà ricostruire un campo unitario. Non è opportuno che sia il Segretario dimissionario, lo stesso dell’accordo del Nazzareno, ad imporci la linea dell’intransigenza a tutti i costi. È bene invece che sia il PD, in tutte le sue componenti, a decidere la linea: ne va del futuro dell’Italia e della sorte del nostro partito".
I Dems indicano anche lo strumento per tornare alla condivisione, le primarie. "E' centrale tornare allo spirito costitutivo delle primarie, elemento fondativo del nostro partito e della democrazia più in generale. Da parte nostra, non vogliamo rottamare nessuno, non è il nostro stile, ma vogliamo liberare di nuovo le energie necessarie a ravvivare l’impegno in tanti che da tempo l’hanno persa. Vogliamo riaprire quelle porte che per tanto tempo sono rimaste chiuse, vogliamo cambiare quell’aria che per troppi è diventata irrespirabile, tanto da costringerli a trovare dimora altrove. Ecco perché crediamo che il Segretario nazionale debba dar corso immediatamente alle già annunciate dimissioni, è questo, e non il lanciafiamme, che ci aspettiamo da un leader politico che da sempre ha dichiarato di non essere attaccato al proprio ruolo.È il suo racconto che lo richiede, è la sua storia politica che lo impone. Il PD e il Paese, ne hanno entrambi bisogno".
Di sconfitta elettorale si parlerà anche nel ciclo di incontri “Ripartiamo, insieme" che comincerà stasera, 8 marzo, alle 18.30 al circolo di Borgonuovo di via Lorenzo da Prato, e proseguirà domani al circolo “I Risorti” de La Querce. Sabato mattina, alle 10, sarà la volta di Galciana. La prossima settimana appuntamento, sempre alle 21, al circolo di Coiano (martedì 13) Carmignanello (mercoledì 14) e Oste (giovedì 15). Gli ultimi due appuntamenti sono fissati per mercoledì 19 e giovedì 21 marzo, rispettivamente ai circoli di Vaiano e Grignano. 
 
 
 

Data della notizia:  08.03.2018 h 13:57

 
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