16.07.2021 h 10:37 commenti

Nel 2020 mercato del lavoro congelato, povertà in crescita e boom della cassa integrazione

La Cgil ha presentato l'ultimo bollettino dell'Osservatorio della crisi pandemica nella Provincia di Prato. A salvare il distretto gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti
Nel 2020 mercato del lavoro congelato, povertà in crescita e boom della cassa integrazione
Il distretto pratese ha retto alla crisi provocata dal Covid, grazie all' utilizzo degli ammortizzatori sociali e al blocco dei licenziamenti, ma è uscito più povero.  
Nel corso del 2020, secondo  l'ultimo report  de "L' osservatorio dellal crisi pandemica nella provincia di Prato"  redatto dalla  Cgil in collaborazione con il Pin, si sono persi 2.150 posti di lavoro (-2%), con il picco massimo nella ristorazione dove si è raggiunto il -7,84%. 
"Il territorio esce sicuramente molto più impoverito - ha commentato il segretario generale Lorenzo Pancini -  sia in termini di risorse a disposizione sia in prospettiva. Le famiglie hanno avuto una riduzione del reddito di almeno il 30%. Ora speriamo che il settore moda abbigliamento riparta con la riapertura dei mercati internazionali che possono dare ossigeno alle nostre imprese. Siamo preoccupati per il futuro, anche se a Prato il tessuto imprenditoriale è fatto di persone, e questo ci tutela rispetto a situazioni che stiamo vivendo in questi giorni. Però il modello produttivo va rivisto attraverso una ridistribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera e una giustizia sociale". 
Le imprese registrate al 31 dicembre erano 33.440 (- 80) , ma sono cresciute le famiglie che hanno fatto ricorso al Reddito di cittadinanza 2.464  (37%), mentre le persone che lo percepiscono sono 6.1555 (+31%). Soltanto fra agosto e dicembre l'incremento è stato rispettivamente di 17,4% e del 16,5%. Crescono anche i nuclei famigliari che hanno chiesto il Reddito di e mergenza(Rem) sono 1.037 su 1.924 che avevano fatto domanda, quindi ci sono 887 famiglie che comunque si percepiscono povere. 
Per quanto riguarda gli occupati, rispetto al 2019, sono cresciuti del 1,1%, , mentre i disoccupati sono aumentati dello 0,6%. .
"In questo quadro ha spiegato Enrico Fabbri coautore dello studio - preoccupa però, la mancata trasformazione dei contratti di lavoro da determinati a indeterminati . Di fatto una sorta di licenziamento messo in atto dalle imprese, che rinnovano i contratti solo se, nel momento in cui scadono, ci sono le condizioni, quindi nessuna fiducia nel futuro. La durata del contratto a termine si è ristretta di circa il 52%. Penalizzati anche i tirocini che nel 2020 sono stati 151 in meno rispetto all' anno precedente".
Nel 2020 sono anche cresciute le richieste degli ammortizzazori sociali, le ore di Fondo intergrazione salariale (Fis )  a Prato sono state 7,5 milioni, l'8% di quelle autorizzate a livello regionale, per quanto rigaurda la Cassa integrazione in deroga (Cigd) il picco è stato raggiunto a novembre con 357mila ore, 10 milioni le ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) di cui oltre 6milioni usate dal tessile. 
Per quanto riguarda gli scenari macroeconomici, l'export è calato del 17,7%, dato peggiore a livello regionale , il pil ha perso9 punti percentuali rispetto al 2019, anche se le stime per il 2021 puntano a un aumento del 7,40%. "Scenari che cambiano - spiega Dimitri Storai coautiore dello studio - tanto che non possiamo pensare di tornare alle stesse condizioni del precovid, ci sono mutamenti strutturali per cui sarà necessario creare nuove strategie". 
I dati sull' osservatorio sulla pandemia, quindi sono stati analizzati ora si guarda al futuro e la Cgil rinnova la proposta di creare un osservatorio comune da dove partire per le nuove strategie e le sfide che riguardano il distretto. 
Intantonei primi mesi del 2021 continua la richiesta della cassa integrazione, non per scarsità di oridini, ma perchè la produzione è ferma per la mancanza di materie prime. 
 

Data della notizia:  16.07.2021 h 10:37

 
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