27.12.2019 h 14:12 commenti

Multe ai lavoratori difesi da Si Cobas, il questore: "Loro violano la legge, noi la applichiamo"

A pochi giorni dalle multe da 4mila euro l'una a 21 operai, Alessio Cesareo attacca: "Le manifestazioni non autorizzate ci obbligano a impiegare personale altrimenti destinato al controllo del territorio. La norma applicata è del 1999 e non ha niente a che vedere con l'ultimo decreto sicurezza".Replica il sindacato: "Parole imbarazzanti". Intanto è mobilitazione a sostegno degli operai: annunciata per il 18 gennaio una marcia anti-Salvini
Multe ai lavoratori difesi da Si Cobas, il questore: "Loro violano la legge, noi la applichiamo"
Si inaspriscono ulteriormente i rapporti tra la questura e Si Cobas, il sindacato che mette in piedi una protesta dietro l'altra per richiamare l'attenzione sulle condizioni di lavoro degli operai stranieri. Dopo il foglio di via indirizzato ai responsabili territoriali Luca Toscano e Sarah Caudiero (deciderà il Tar nelle prossime settimane), arriva un nuovo, duro attacco del questore Alessio Cesareo. Attacco che segue di pochi giorni la notifica delle ventuno multe da quattromila euro ciascuna ad altrettanti lavoratori che devono rispondere di blocco stradale in seguito al picchetto organizzato davanti alla tintoria Superlativa. “C'è un enorme spendita di agenti sul territorio a causa – le parole del questore – delle manifestazioni di Si Cobas che non ricorre mai al preavviso, come invece prevede la legge, obbligandoci a distogliere il personale dal controllo del territorio. Il fatto è che in Italia ogni manifestazione è disciplinata dal preavviso che, per noi, significa organizzare il servizio di ordine pubblico. L'impegno della questura è notevole per le tante e continue proteste del sindacato, sopportiamo il gravoso compito di assicurare il regolare svolgimento delle iniziative e mai nessuna, seppur non autorizzata, è stata bloccata”.
Sbotta il questore per il clamore delle ventuno multe: “Il blocco della circolazione nei pressi della rotonda tra la Declassata e via Valentini è ampiamente documentato e dimostrato – ha spiegato – non abbiamo fatto altro che applicare la normativa del 1999 che nulla ha a che vedere con il decreto Salvini come da più parti affermato”.
Pronta la replica di Luca Toscano: "Le dichiarazioni del questore sono a dir poco imbarazzanti. Il questore farebbe più bella figura ad assumersi la responsabilità di una scelta che sta indignando la città e che ha già assunto rilevanza nazionale. Qualcuno dovrebbe spiegare al questore che in uno Stato democratico la polizia non dovrebbe essere impiegata nella repressione degli scioperi. Esilarante anche perché proprio dal 22 al 24 dicembre la questura ha presidiato in forze gli stabilimenti del Panificio Toscano per prevenire l'eventualità di uno sciopero che non c'è stato. Cose indegne di uno Stato civile che ricordano tempi bui". 
Intanto il questore aggiunge che nel corso del servizio di ordine pubblico per i picchetti del sindacato sono fioccate numerose segnalazioni all'autorità giudiziaria perché diverse delle persone che hanno partecipato non sono risultate in regola con la residenza: "Abbiamo identificato gente che non c'entra niente con l'oggetto delle proteste e che è risultata essere residente ad un altro indirizzo rispetto a quello dichiarato ai fini del permesso di soggiorno. Deciderà la procura se ciò corrisponde oppure no ad un reato".  
Le parole infuocate del questore arrivano nel giorno in cui si lanciano una raccolta di soldi per aiutare gli operai della tintoria Superlativa a pagare le multe e una raccolta di firme per convincere la prefettura a stracciare i verbali. “Lavorare è un diritto, scioperare per il lavoro lo è altrettanto – scrive il presidente di InOltre Alternativa progressista Giordano Bozzanca – possibile che dei lavoratori che protestano per ricevere lo stipendio dovuto rappresentino una minaccia per la sicurezza? Qualsiasi somma raccolta sarà devoluta alle famiglie degli operai”. Potere al Popolo, invece, rilancia la campagna per il ritiro delle multe promossa dagli operai sanzionati: prima tappa il 7 gennaio con un'assemblea pubblica che servirà ad organizzare una mobilitazione il 18. E intanto il 18 gennaio l'associazione culturale Sakine Cansiz invita la città a partecipare ad una marcia – la 'Marcia per la libertà' – per esprimere solidarietà ai lavoratori multati.
nt
 
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Data della notizia:  27.12.2019 h 14:12

 
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