11.08.2021 h 13:24 commenti

Morte Luana, slitta ancora la consegna della perizia sull'orditoio: tutto rinviato a metà settembre

L'ingegnere Gini, incaricato dalla procura di relazionare sul funzionamento dell'orditoio e sullo stato dei dispositivi di protezione, ha chiesto altro tempo. Al lavoro, intanto, la guardia di finanza per accertare con precisione compiti, ruoli e mansioni all'interno dell'azienda. Acquisiti documenti, pc e hard disk
Morte Luana, slitta ancora la consegna della perizia sull'orditoio: tutto rinviato a metà settembre
Slitta di un altro mese la consegna alla procura della perizia sull'orditoio che lo scorso 3 maggio ha agganciato, inghiottito e stritolato Luana D'Orazio, la mamma ventiduenne operaia dell'orditura Luana a Oste. Carlo Gini, ingegnere specializzato in automazione industriale incaricato dal sostituto Vincenzo Nitti, titolare dell'inchiesta, di redigere la perizia sul macchinario, ha chiesto una seconda proroga di un mese spostando la scadenza all'11 settembre. Un differimento necessario a mettere insieme i tanti tasselli sui quali la procura ha chiesto di fare chiarezza, a cominciare dallo stato dei dispositivi di sicurezza che sarebbero stati disattivati. Ai tre indagati – la titolare dell'orditura Luana Coppini e il marito Daniele Faggi, difesi dagli avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri, e il manutentore dell'orditoio Mario Cusimano, difeso dall'avvocato Melissa Stefanacci – vengono contestate due ipotesi di reato: quella di omicidio colposo e quella di rimozione delle cautele antinfortunistiche. L'ingegnere Gini dovrà innanzitutto dire per quale ragioni le cautele antinfortunistiche non sono entrate in funzione e, se dovesse venir confermata la tesi della rimozione, quanto ciò ha influito sulla morte della giovane operaia. Domande complesse le cui risposte andranno poi a sommarsi all'esito dell'autopsia, al contenuto della scatola nera dell'orditoio, alle testimonianze raccolte dai carabinieri, alle risultanze degli accertamenti compiuti dai tecnici della Asl e dai vigili del fuoco. Il quadro è vasto e comprende altri elementi come, ad esempio, il fatto che la vittima non indossasse l'abbigliamento previsto per il tipo di lavorazione a cui era addetta, e cioè gli indumenti tecnicamente detti 'antincaglio' che avrebbero forse potuto evitare che gli ingranaggi dell'orditoio agganciassero l'operaia fino a immobilizzarla e trascinarla via. Intanto l'ultima parte di indagine è stata affidata alla guardia di finanza che ha acquisito computer, hard disk e documenti e avviato una serie di verifiche sulla struttura dell'azienda per individuare con precisione chi faceva cosa e quali erano i compiti attribuiti a ciascuno.
Luana Coppini, amministratore formale della ditta, è stata sentita nelle settimane scorse dal magistrato: ha risposto a tutte le domande e si è mostrata collaborativa. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il marito ma gli avvocati non hanno escluso una sua parte attiva nelle indagini. Sentito già due volte il manutentore che si è detto estraneo a qualsiasi manomissione sull'orditoio.
nt
 
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Data della notizia:  11.08.2021 h 13:24

 
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