26.05.2021 h 17:08 commenti

Morte Luana, perizia sull'orditoio: la lettura della 'scatola nera' sarà affidata ai tecnici della casa costruttrice

I consulenti della procura, degli indagati e della famiglia della vittima hanno iniziato l'analisi del macchinario che ha risucchiato e ucciso la giovane mamma. Scaricata la registrazione delle lavorazioni precedenti all'infortunio: si tratta di codici che, probabilmente, potranno essere letti e spiegati solo con l'aiuto di chi ha costruito il macchinario
Morte Luana, perizia sull'orditoio: la lettura della 'scatola nera' sarà affidata ai tecnici della casa costruttrice
Per ricostruire la dinamica dell'infortunio costato la vita a Luana D'Orazio, la mamma di 22 anni morta lo scorso 3 maggio nella fabbrica in cui lavorava come apprendista, l'Orditura Luana di Oste, servirà convocare i tecnici della Karl Mayer Texilmachine Fabrik, la casa costruttrice del macchinario. Oggi, mercoledì 26 maggio, i consulenti nominati dalla procura, dai due indagati – la titolare dell'azienda, Luana Coppini (avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri), e il manutentore dell'orditoio che ha agganciato e trascinato via l'operaia, Mario Cusimano (avvocato Stefano Camerini) – e dai legali che assistono la famiglia D'Orazio, si sono dati appuntamento per avviare la perizia utile a mettere in fila tutti i tasselli della tragedia.
Secondo quanto trapelato, l'orditoio sarebbe stato avviato e sarebbe stata scaricato il contenuto della sorta di scatola nera che registra l'andamento delle lavorazioni e che, naturalmente, ha registrato anche quanto avvenuto quella mattina fino al momento dell'incidente. Una registrazione  fatta di codici che necessitano di una lettura e di una interpretazione precise che, probabilmente, solo i costruttori sono in grado di restituire. Si tratta di accertare la fase esatta della lavorazione quando la giovane è stata risucchiata, eventuali anomalie nel funzionamento, la velocità con cui l'orditoio stava operando e se davvero, come sostiene la procura dal primo momento e come viene contestato agli indagati, siano stati fatti interventi per consentire al macchinario di lavorare anche con le cautele antinfortunistiche disattivate. In particolare, gli investigatori parlano della rimozione della saracinesca e, quindi, della mancanza di una barriera tra l'operaia e il macchinario in funzione. Diverse le domande in attesa di risposta: quanti sono i dispositivi di protezione sul macchinario? nel caso di rimozione o malfunzionamento di una delle cautele, le altre entrano in funzione? fanno ugualmente il loro dovere? 
Intanto, è previsto nei prossimi giorni l'interrogatorio del manutentore che si è detto disponibile a rispondere alle domande degli inquirenti; inquirenti che hanno già sentito i colleghi della vittima che hanno raccontato le modalità con le quali gli orditoi e gli altri macchinari venivano messi in funzione e fatti lavorare. 
 
Edizioni locali collegate:  Montemurlo

Data della notizia:  26.05.2021 h 17:08

 
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