27.05.2021 h 14:32 commenti

Morte Luana, l'orditoio era stato manomesso. Sarà la scatola nera a dire come e quando

Le prove eseguite ieri dai periti hanno confermato che anche il macchinario dove è morta la 22enne funzionava, come il gemello, nonostante la saracinesca alzata. Nei prossimi giorni sarà interrogato il manutentore
Morte Luana, l'orditoio era stato manomesso. Sarà la scatola nera a dire come e quando
Sarà la lettura dei dati scaricati dalla scatola nera a ricostruire con precisione lo stato nel quale si trovava l'orditoio che ha risucchiato, avvolto e ucciso Luana D'Orazio, la mamma di 22 anni morta lo scorso 3 maggio nell'orditura Luana, a Oste, presso cui lavorava come apprendista. I dati, già nella disponibilità del consulente nominato dalla procura di verificare il funzionamento e la gestione del macchinario, saranno interpretati con l'aiuto dei tecnici della casa costruttrice, la tedesca Karl Mayer Texilmachine Fabrik. Lo ha detto il procuratore Nicolosi confermando quanto scritto ieri da Notizie di Prato: ogni chiave crittografica, infatti, ha un suo significato e indica un determinato dato che deve essere decifrato con assoluta precisione. Non è stato ancora deciso se la registrazione della scatola nera sarà decrittata in Germania o se i tecnici saranno invitati a farlo qui.
Di sicuro, intanto, c'è che l'orditoio al quale era addetta Luana, esattamente come il gemello già periziato nei giorni scorsi, aveva la saracinesca alzata e funzionava ugualmente. L'ipotesi di reato, di una rimozione delle cautele antinfortunistiche, dunque, ha trovato conferma e gli indagati – la titolare dell'orditura, Luana Coppini (avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri), e il manutentore del macchinario, Mario Cusimano (avvocato Stefano Camerini) – dovranno darne conto.
Il manutentore sarà sentito a breve in procura: l'interrogatorio è stato già fissato e, salvo sorprese, le domande degli investigatori riceveranno risposte. Un passaggio importante che chiarirà il ruolo dell'indagato nell'infortunio mortale.
Intanto, l'attenzione è concentrata anche sul rispetto di tutte le norme antinfortunistiche e sulle regole relative al contratto di apprendistato. Un'attenzione che scaturisce da due fatti in particolare: Luana, quella mattina, indossava una maglietta che, in assenza della saracinesca utile a mettere distanza tra il lavoratore e il macchinario, potrebbe essere stata agganciata dal rullo e quindi si tratta di capire se invece è previsto, per questo tipo di lavoro, un abbigliamento specifico; l'altro aspetto è relativo alla presenza di un tutor accanto a Luana, in quanto assunta con un contratto di apprendistato. Elementi che in ogni caso non cambiano l'ipotesi di reato della rimozione delle cautele antinfortunistiche ma che aggiungono, semmai, ulteriori profili di irregolarità.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Montemurlo

Data della notizia:  27.05.2021 h 14:32

 
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