29.05.2021 h 09:38 commenti

Morte Luana, in procura il manutentore indagato con la titolare dell'orditura

Il tecnico interrogato a lungo dagli inquirenti. Da chiarire in particolare come mai la saracinesca dell'orditoio fosse alzata mentre il macchinario era in funzione e se l'abbigliamento indossato dalla vittima possa aver contribuito alla tragedia. Continuano le indagini: l'inchiesta potrebbe allargarsi
Morte Luana, in procura il manutentore indagato con la titolare dell'orditura
Mario Cusimano, il tecnico incaricato della manutenzione dell'orditoio che lo scorso 3 maggio ha inghiottito e ucciso la giovane mamma Luana D'Orazio, è stato sentito in procura. L'uomo, che insieme a Luana Coppini (avvocati Rocca e Mercuri), titolare dell'orditura Luana dove è avvenuta la tragedia, è accusato di omicidio colposo e rimozione delle cautele antinfortunistiche, è arrivato al terzo piano del Palazzo di giustizia accompagnato dal suo avvocato, Stefano Camerini.
Mentre le indagini vanno avanti a ritmo serrato e l'inchiesta potrebbe allargarsi ad altre persone, è assoluto il riserbo degli investigatori su quando detto dall'indagato; si sa che ha risposto a tutte le domande e che ha fornito “diversi elementi da approfondire”. Tra i punti più discussi c'è 'la rimozione della saracinesca protettiva, ovvero il meccanismo destinato a prevenire gli infortuni sul lavoro': al manutentore è stato chiesto di spiegare quando ha visto per l'ultima volta l'orditoio al quale era addetta Luana, se ha fatto interventi manutentivi e quali, e quale fosse lo stato rispetto alle cautele antinfortunistiche. Cusimano, secondo quanto emerso, si è difeso sostenendo di essere addetto alla sola manutenzione della parte meccanica e non della parte elettrica.
La rimozione della saracinesca non è più però l'unico punto centrale dell'inchiesta perché l'infortunio potrebbe essere avvenuto nella primissima fase di avvio dell'orditoio che prevede che la barriera stia alzata per consentire il caricamento del filato, ma servirà capire se, anche in questo caso e in caso di necessità, debbano scattare ugualmente blocchi del macchinario. Le risposte arriveranno dalla relazione dell'ingegnere incaricato dalla procura di verificare il funzionamento dell'orditoio e delle protezioni contro gli infortuni e se è ipotizzabile che un macchinario come quello possa eseguire la lavorazione indipendentemente dai dispositivi di sicurezza.
A dare risposte precise saranno i tecnici della casa costruttrice dell'orditoio, la Karl Mayer Texilmachine Fabrik, che dovranno decifrare il contenuto della scatola nera e ricostruire le fasi attraversate dall'orditoio prima della tragedia.
Altro punto discusso è l'abbigliamento che l'operaia indossava: una maglietta al posto della vestaglia aderente prevista per quella mansione. Punto centrale anche questo nel caso venisse accertato che Luana è stata trascinata via dopo che il macchinario ha agganciato la maglia.
Intanto è spuntato un messaggio vocale mandato da Luana D'Orazio al fidanzato: “Lui è andato via alle 3 e mezzo ed è tornato alle 6... quella macchina ci mette più tempo delle altre perché si ferma... è mezza tronca”. Il messaggio non è entrato negli atti dell'inchiesta ma lascia intendere che Luana non fosse adeguatamente seguita durante il suo turno di lavoro come invece richiede il contratto di apprendistato con il quale era assunta, e che una macchina – non è chiaro quale – aveva problemi.
nt

 
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Data della notizia:  29.05.2021 h 09:38

 
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