29.10.2021 h 14:52 commenti

Morte Luana, gli indagati valutano se depositare memorie difensive con nuovi elementi

Dopo aver ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini, gli avvocati hanno prospettato alla procura la possibilità di aggiungere qualcosa agli interrogatori già rilasciati. Stesse accuse per tutti: omicidio colposo e rimozione delle cautele antinfortunistiche. Luana D'Orazio morì lo scorso 3 maggio inghiottita dall'orditoio al qualche stava lavorando
Morte Luana, gli indagati valutano se depositare memorie difensive con nuovi elementi
Potrebbero tornare di nuovo in procura Luana Coppini e il marito Daniele Faggi, rispettivamente titolare e gestore di fatto dell'orditura Luana, e Mario Cusimano, tecnico manutentore, accusati di omicidio colposo e di rimozione delle cautele antinfortunistiche dopo la morte, lo scorso 3 maggio, di Luana D'Orazio, la mamma di 22 anni finita tra gli ingranaggi di un orditoio. Dopo l'avviso di conclusione delle indagini, gli avvocati dei tre – Alberto Rocca, Barbara Mercuri e Melissa Stefanacci – hanno incontrato il sostituto Vincenzo Nitti, titolare dell'inchiesta, a cui hanno manifestato l'intenzione di aggiungere qualche elemento attraverso un altro interrogatorio oppure attraverso una memoria difensiva. Nessun appuntamento, però, risulta fissato al momento.
La giovane operaia finì dentro l'orditoio al quale stava lavorando e la cui saracinesca, come evidenziarono immediatamente gli investigatori, era sollevata senza che ciò impedisse al macchinario di funzionare ugualmente. Un'anomalia che saltò subito agli occhi e che portò a contestare la rimozione delle cautele antinfortunistiche, cioè della saracinesca posta come protezione tra il lavoratore e le parti in movimento dell'orditoio.
La perizia che la procura ha affidato a Carlo Gini, ingegnere esperto di manutenzione industriale, ha ricostruito la dinamica dell'infortunio mortale sovrapponendo poi l'esito ai risultati dell'autopsia, e ha evidenziato le irregolarità riscontrate come la presenza, al sistema di comando dell'orditoio, di una staffa sporgente a cui l'operaia sarebbe rimasta attaccata con la manica della maglia e, da qui, risucchiata dagli ingranaggi. In più: il macchinario, dopo aver inghiottito l'operaia, avrebbe girato a velocità sostenuta per qualche secondo fino all'intervento di qualcuno arrivato a staccare l'interruttore. A quel punto Luana era già morta a causa, come rilevò l'esame autoptico, dello schiacciamento del torace.
 
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Data della notizia:  29.10.2021 h 14:52

 
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