11.05.2021 h 14:53 commenti

Morta nell'orditura, si annuncia una guerra di perizie tra accusa e difesa

Domani le ultime risposte che servono alla procura per ricostruire con esattezza come è morta la giovane mamma e perché i sistemi di protezione dell'orditoio non hanno funzionato. La difesa degli indagati: "Al momento sono pochi gli elementi a disposizione per comprendere i fatti". I consulenti che assistono la famiglia della vittima: "Quel macchinario non esce così dalla casa madre"
Morta nell'orditura, si annuncia una guerra di perizie tra accusa e difesa
Inizieranno domani, mercoledì 12 maggio, le verifiche sull'orditoio che la settimana scorsa ha ucciso, stritolandola, Luana D'Orazio, operaia ventiduenne, mamma di un bambino di 5. E' l'ultimo tassello che manca alla procura per avere un quadro completo su quanto accaduto la mattina del 3 maggio all'interno dell'orditura Luana, in via Garigliano a Oste. Ciò che emergerà dalla verifica sarà aggiunto all'esito dell'autopsia che ha accertato nello schiacciamento dei polmoni la causa della morte, all'esito del sopralluogo compiuto da Asl e carabinieri e alle dichiarazioni raccolte la la mattina stessa della tragedia e successivamente: l'insieme degli elementi darà una importante accelerata all'inchiesta della procura che contesta alla titolare della ditta, Luana Coppini, e al manutentore l'omicidio colposo e la rimozione della saracinesca di protezione del macchinario.
Si annuncia una sfida tra periti: insieme all'ingegnere Carlo Gini, specializzato in automazione industriale, nominato dalla procura, ci saranno anche l'ingegnere meccanico Pier Carlo Molta, nominato dagli avvocati Alberto Rocca e Barbara Mercuri che difendono gli indagati, e l'ingegnere Domenico Romaniello, specializzato in infortunistica sul lavoro, nominato dall'agenzia Gesi Group che assiste la famiglia della vittima.
Le operazioni si annunciano complesse: il macchinario sarà messo in funzione e poi smontato per accertare l'origine della mancata attivazione dei sistemi di sicurezza che avrebbero potuto salvare la vita all'operaia. Stesso procedimento sarà fatto sul macchinario gemello, anche questo sequestrato dalla procura allo scopo di comparare il funzionamento e la meccanica.
La ricostruzione della dinamica sarà avvalorata dalla visione del filmato che i vigili del fuoco hanno girato durante le fasi del lungo intervento per liberare il corpo della giovane mamma dagli ingranaggi; le immagini diranno in quale posizione e a quale distanza si trovasse l'operaia nel momento in cui è stata agganciata e risucchiata dall'orditoio.
“Gli elementi a disposizione al momento sono pochi per comprendere ciò che è successo – il commento dell'avvocato Rocca – auspichiamo che l'esame peritale porti risposte in breve tempo e che nella ricostruzione dei fatti possa esserci il contraddittorio”.
Di altro tenore le dichiarazioni di Andrea Rubini, della Gesi Group: “Per noi la situazione è abbastanza chiara – le sue parole – partiamo dal fatto è che esclusa una qualsiasi responsabilità diretta di Luana. La meccanica esatta della tragedia arriverà nelle prossime ore ma diciamo che il macchinario non esce dalla casa madre nel modo in cui è stato trovato”.
nadia tarantino



 
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Data della notizia:  11.05.2021 h 14:53

 
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