13.05.2021 h 13:31 commenti

Morta in orditura, anche nel macchinario "gemello" le protezioni non sono scattate

La procura conferma che l'orditoio identico a quello che ha ucciso la giovane mamma Luana D'Orazio è entrato in funzione pur avendo la saracinesca di protezione alzata. Servono altre verifiche e soprattutto serve l'esame del macchinario che s'è portato via l'operaia per stabilire la dinamica e i motivi della tragedia
Morta in orditura, anche nel macchinario "gemello" le protezioni non sono scattate
Avrebbe trovato ulteriore fondamento il sospetto che l'orditoio che ha trascinato via e ucciso Luana D'Orazio, la mamma ventiduenne morta il 3 maggio nell'orditura Luana di via Garigliano a Oste, venisse utilizzato senza le protezioni antinfortunistiche. E' stato l'esame compiuto ieri, mercoledì 12 maggio, sul macchinario gemello, a convincere gli investigatori che la contestazione di aver rimosso i meccanismi destinati a prevenire gli infortuni sul lavoro, mossa nei confronti degli indagati – Luana Coppini, titolare della ditta, e Mario Cusimano, manutentore (avvocati Rocca e Mercuri per la prima e Camerini per il secondo) – stia in piedi. E' quanto sostiene la procura secondo la quale il perito incaricato di valutare e esaminare il funzionamento, la meccanica, lo stato e la gestione dell'orditoio, anche attraverso una comparazione con il macchinario gemello, avrebbe rilevato un'alterazione dei sistemi di sicurezza. Il macchinario è partito anche con la saracinesca alzata ma si tratta di stabilire se ci sia una fase della lavorazione che consente l'avvio anche senza che tale cautela sia inserita. Presto per aggiungere altro: le tante domande ancora aperte troveranno risposta dall'esame della macchina che si è portata via la giovane operaia. L'orditoio sarà sottoposto a perizia dopo lo studio della scheda tecnica e forse alla presenza di tecnici della casa madre – la tedesca Karl Mayer Texilmachine Fabrik – per evitare che un qualsiasi intervento modifichi lo stato delle cose.
La procura ha stabilito in sessanta giorni il termine entro il quale il perito dovrà consegnare la relazione ma le risposte potrebbero arrivare prima se sarà confermata la volontà di convocare in anticipo l'esperto.
Alle operazioni peritali cominciate ieri hanno preso parte anche i consulenti nominati dalla difesa degli indagati, quelli nominati dai legali che assistono la famiglia della vittima, i vigili del fuoco e i tecnici della Asl.
nt
 
Edizioni locali collegate:  Montemurlo

Data della notizia:  13.05.2021 h 13:31

 
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