10.11.2018 h 17:28 commenti

Minacce su una chat. "Appendiamo Belgiorno". L'esponente di FdI pronto a denunciare ma poi accetta le scuse

I fatti sono legati alle polemiche politiche per la raccolta firme a favore del miglioramento del trasporto scolastico promossa dal presidente uscente della Consulta
Minacce su una chat. "Appendiamo Belgiorno". L'esponente di FdI pronto a denunciare ma poi accetta le scuse
Potrebbero avere strascichi giudiziari le polemiche politiche nate attorno alla petizione promossa dal presidente della Consulta provinciale giovanile per migliorare il servizio pubblico scolastico (LEGGI). Claudio Belgiorno di Fratelli d'Italia ha dato mandato ai propri avvocati di verificare se ci siano i presupposti per denunciare chi lo ha minacciato pesantemente per essersi attivato a favore dell'iniziativa studentesca "incitando all'odio e alla violenza ragazzi minorenni. In una chat dove sono presenti persone vicine ai Giovani Democratici - spiega Belgiorno - si usa il motto "Appendiamo Belgiorno". E' un fatto grave soprattutto perchè stiamo parlando di persone giovanissime. Andrò fino in fondo.
Anzichè ribattere entrando nel merito della questione, magari con una controproposta, si preferisce screditare l'iniziativa, fare pesanti pressioni sui ragazzi affinchè non sottoscrivano la petizione e incitare alla violenza contro di me. La stessa proposta a Pistoia è ha ottenuto risposte concrete, qui invece siamo ancora in attesa. Il servizio di trasporto pubblico non ha colore. Al momento rappresenta un problema per tanti ragazzi e va risolto". 
Le polemiche tra i gruppi studenteschi pratesi sono scoppiate pochi giorni fa quando una cinquantina di rappresentanti degli studenti se la sono presa con il presidente uscente della Consulta, Alberto Gandolfi,  per essersi fatto promotore di una raccolta firme nonostante il suo mandato sia terminato a settembre e per aver sfruttato l'iniziativa a fini politici " visto che si è anche presentato nelle scuole in compagnia di Claudio Belgiorno, esponente di Fratelli d’Italia, violando così il regolamento della Consulta".
In sua difesa scende in campo Alberto Ammirati, rappresentante del Rodari della Consulta uscente, non ancora rinnovata: "La miglior risposta alle polemiche su questo lavoro iniziato un anno fa, sono le 6mila firme raccolte tra i ragazzi".
AGGIORNAMENTO La vicenda si è poi chiarita con due colloqui telefonici tra lo stesso Belgiorno e il ragazzo di 17 anni autore della frase incriminata. "Ho accettato le sue scuse - dice Belgiorno -. Ci siamo capiti entrambi fin da subito. Capisco benissimo come un ragazzo di 17 anni sia mosso spesso dall'istinto e dalla voglia di rivoluzionare il mondo, usando a volte parole inopportune e offensive. E' capitato anche a me.  La scelta di non intraprendere alcuna azione legale è espressione del fatto che credo fortemente che in politica, come nella vita, soltanto con il dialogo si possa costruire qualcosa di importante e utile per tutti, soprattutto per il bene della nostra città".
 
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  10.11.2018 h 17:28

 
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