06.05.2020 h 08:22 commenti

"Mille aziende in meno a Prato nei primi tre mesi del 2020", l'allarme del consigliere regionale Marchetti (FI)

Appello al presidente Rossi: "Subito interventi o per l'economia sarà un disastro epocale". I dati emergono dall'elaborazione di Infocamere sul primo trimestre dell'anno. Allarme anche per le nuove imprese che restano fuori dal decreto Cura Italia
"Mille aziende in meno a Prato nei primi tre mesi del 2020", l'allarme del consigliere regionale Marchetti (FI)
«Solo nel primo trimestre 2020 la provincia di Prato ha registrato una mortalità d’impresa pari a 1.010 cessazioni. E le 718 nuove aziende nate nello stesso periodo sono escluse dai sostegni Cura Italia che ancora non arrivano nemmeno al resto della platea che ha i requisiti. La Regione appronti con massima urgenza un paracadute di sostegni, defiscalizzazioni e misure di spessore o si preparara un disastro epocale». E' l'allarme del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che deriva dalla lettura dei dati relativi alla mortalità delle imprese nel primo trimestre 2020 elaborati da Infocamere attraverso l’analisi trimestrale Movimprese <https://www.infocamere.it/movimprese?pGeoTk=LU&pTipTk=I&pPerTk=12020> per conto di Unioncamere.
«Ho preso visione delle analisi statistiche tra gennaio e marzo di quest’anno e i dati sono impressionanti. Il saldo della nati-mortalità su base regionale vede una perdita pari a -3.854 aziende di cui si impoverisce il tessuto produttivo toscano. Il dato è frutto della nascita, nel primo trimestre 2020, di 7.087 aziende a fronte della cessazione di 10.941 aziende. A Prato questo si traduce in 718 nuove aziende e 1.010 cessazioni, con un saldo negativo di 292. Sono cifre che fanno spavento, ma non sono che l’avvio della valanga innescata dall’emergenza covid-19 – sottolinea Marchetti – i cui riverberi si faranno purtroppo sentire in maniera assai più accentuata nei prossimi trimestri. Non che io abbia la palla di cristallo né sia un catastrofista in saldo – mette le mani avanti il capogruppo di Forza Italia – ma i fatti parlano chiaro. Al lockdown hanno fatto riscontro misure assunte solo sulla carta, perché rispetto alla platea degli aventi diritto sono pochissime le aziende che hanno avuto concretamente accesso ai sostegni. In più c’è tutto il segmento di aziende nate nel 2020 che restano persino escluse dal provvedimento che già è una beffa. Ma comunque: le imprese registrate di fresco quest’anno non hanno da poter presentare una dichiarazione dei redditi. Per questo non possono accedere al fondo per le pmi ampliato, sulla carta, dal Cura Italia. Per loro, appena aperte e quindi ‘in culla’ rispetto al mercato, non restano che le linee di credito tradizionali a tassi non agevolati. Ma con quali garanzie? Insomma, qui c’è il concreto rischio di ecatombe».
L’appello: «Oggi è già tardi. La Regione deve frugarsi in ogni angolino delle tasche e mettere a punto lei stessa un portafoglio per erogazioni a fondo perduto a partire da chi è escluso perfino dalla pia speranza di altri sostegni. La Toscana, export a parte, era già in condizioni economiche critiche. Viene da anni di stagnazione e andamento lento in economia. Se adesso Rossi&C. anziché fare post su Facebook non attuano misure concrete – conclude Marchetti – per il tessuto economico, produttivo ed occupazionale della Toscana sarà la mazzata finale».
 
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Data della notizia:  06.05.2020 h 08:22

 
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