13.09.2015 h 11:46 commenti

Martedì la prima campanella a scuola. Cari ragazzi: cercate, scoprite, osate. Nonostante tutto ne vale la pena

E' una prerogativa squisitamente umana quella di poter decidere come stare di fronte alla propria esistenza, agli altri e perfino a noi stessi: di prendere in mano il timone della vita e di scegliere verso quale direzione, (verso quali priorità) orientarsi
Martedì la prima campanella a scuola. Cari ragazzi: cercate, scoprite, osate. Nonostante tutto ne vale la pena
“Perché sento ancora questo vuoto? Questo vuoto così pesante, così straziante che mi inchioda alla più immobile apatia, in cui resto sospeso, perso, come i giorni che passano veloci. Non fa sconti il tempo, non ammette deroghe. Quando domina questo pensiero mi assale una frenetica inquietudine e mi spinge all’azione. Tensione, smania, irrequietezza: devo fare, devo darmi una mossa, non posso sprecare così la mia vita. E’ allora il momento dell’iperattività, quando faccio tutto quello che posso, quello di cui sono capace. Provo a spremerla tutta questa dannata esistenza che spietata continua a lasciarmi assetato. Inappagato, insoddisfatto, rimango nel buio. Lontano da tutto e da tutti, perfino da me stesso”.
E’ una domanda di senso, quella che oggi mi rivolge, quasi sfidandomi, il  ragazzo seduto davanti a me. Torna dopo aver sconfitto i “demoni” del suo passato, torna perché adesso incredulo e sconsolato non riesce a comprendere il tormento del momento presente: espressione della tensione radicale dell’uomo a cercare e realizzare significati e scopi di vita.
L’edonismo con i suoi piaceri, il consumismo con le sue promesse, il nichilismo con le sue disfatte non sono stati in grado di dare adeguate risposte. Neppure il richiamo del successo, con i suoi bagliori e abbagli né altre forme di appagamento narcisistico sono riuscite fino in fondo a soddisfare.
Ma perché? Perché non ci basta? Siamo inguaribilmente incontentabili oppure restiamo tormentati da un pungolo prezioso che ci ricorda l’essenza dell’uomo? Un uomo che non è solo ammasso di cellule, un insieme di condizionamenti sociali, di processi psichici che imprigionando ne determinano l’esistenza. Naufraga il riduzionismo antropologico insieme al determinismo che schiaccia e condanna. Emerge in tutta la sua potenza l’umana capacità di acquisire consapevolezza di come funziona, di quali sono i nostri condizionamenti assieme alla responsabilità e alla capacità di scegliere se sbarazzarsene e/o quale atteggiamento tenere nelle diverse circostanze di vita. Sì perchè è una prerogativa squisitamente umana quella di poter decidere come stare di fronte alla propria esistenza, agli altri e perfino a noi stessi. Di prendere in mano il timone della vita e di scegliere verso quale direzione, (verso quali priorità) orientarsi. Consapevoli e decentrati, una volta liberi (come il nostro ragazzo) dai vincoli del passato, avvertiamo l’incessante stimolo di dare un significato al presente. 
La libertà conquistata spinge al viaggio, apre alla vertigine e all’orizzonte della scelta, della decisione del come e del perché vivere. Mendicanti di senso girovaghiamo tra i vicoli della nostra esistenza. .L’egocentratura e l’autoreferenzialità sfociano in un’omeostasi asfittica che sblocca il respiro ed il fluire di vita. Conducono in labirinti senza via di uscita, caratterizzati da un illusorio gioco di specchi. Solo l’uscita da noi stessi porta paradossalmente a ritrovarsi. Solo il darsi a qualcosa o a qualcuno permette di fare scatto matto al vuoto esistenziale. Solo l’autotrascendenza (intesa come il protendersi oltre, come superamento del confine dell’io per approdare nella terra del “noi”) appaga il bisogno di infinito consentendo di dire “ne vale la pena”. 
Ad inizio dell’anno scolastico questo è l’augurio per i nostri ragazzi: nella scuola come nella vita possiate trovarne il significato. Nessun istante sia sprecato. Non lasciatevi ingannare dalle nostre paure, dai nostri condizionamenti e disillusioni. Liberi e responsabili spingetevi oltre: cercate, scoprite, osate. A tutti buon avventura!
Teresa Zucchi
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi gli Speciali:  I nostri ragazzi e dintorni

Data della notizia:  13.09.2015 h 11:46

 
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