24.04.2019 h 09:08 commenti

Mancano medici dell'emergenza, la Regione corre ai ripari e vara il piano straordinario "made in Prato"

Pronto soccorso e 118 a rischio vista la carenza di camici bianchi specializzati. E' stato il direttore della struttura del Santo Stefano Simone Magazzini a predisporre un protocollo con incentivi e misure ad hoc per rimpinguare gli organici
Mancano medici dell'emergenza, la Regione corre ai ripari e vara il piano straordinario "made in Prato"
C'è molto di Prato nel piano varato dalla Regione per far fronte alla grave carenza di medici d'emergenza nei pronto soccorso toscani. 
La mente del pacchetto d'azioni volte a rimpinguare gli organici di questo settore attraverso l'inserimento di neolaureati e di meccanismi incentivanti, è Simone Magazzini, responsabile del pronto soccorso del Santo Stefano e di tutto il dipartimento di Emergenza Urgenza dell'Asl Toscana Centro. Uno che di sale e codici rossi si intende più di ogni altro fosse solo per la quantità record di accessi che ogni anno deve gestire in condizioni complesse a cui ora si sta aggiungendo la riduzione del personale, medico ma non solo, che sta mettendo a dura prova il mantenimento del servizio, a Prato come nel resto della Toscana e d'Italia. Solo nella nostra regione tra 118 e pronto soccorso mancano 147 camici bianchi ma al concorso bandito recentemente i candidati in fase di valutazione sono solo 19 e la graduatoria 2018 è esaurita. Non è esagerato quindi, affermare che i servizi d'emergenza rischiano l'interruzione seppur essenziali.
La causa è semplice: fare il medico d'emergenza è più stressante e meno remunerativo di altre specializzazioni  perché non esiste la libera professione. I neo laureati quindi, optano per strade meno impervie. 
Ecco quindi che arriviamo alla possibile soluzione del problema, contenuta in due delibere presentate dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvate dalla giunta nel corso della sua ultima seduta. Una riguarda il "reperimento di personale medico per il sistema di emergenza urgenza regionale", l'altra "provvedimenti per il riconoscimento del valore dell'impegno del personale attualmente impegnato nei pronto soccorso regionali in relazione alle attuali carenze d'organico".
Partiamo dalla prima. Il reperimento di personale medico. 
Alla presidenza della Regione è stato costituito un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali mediche per affrontare il problema e dare risposte. Queste le possibili azioni individuate:
- l'indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di medicina interna (ed equipollenti), con la clausola della possibilità di assegnazione temporanea al pronto soccorso per un periodo non inferiore a due anni (accompagnato da un periodo di addestramento on th job), e non superiore a tre anni, salvo diversa volontà degli interessati di prolungare la permanenza in pronto soccorso.
- la realizzazione di un percorso formativo regionale, che sarà costituito da una formazione on th job da effettuarsi presso i servizi del sistema regionale dell'emergenza urgenza, rivolto ai laureati in medicina e chirurgia di età non superiore a 35 anni e non in possesso di specializzazione. Il percorso formativo dovrebbe avere la durata di due anni, durante i quali ai partecipanti, reclutati con selezione pubblica, verrà fatto un contratto libero professionale di formazione e lavoro. Per il coordinamento del percorso formativo verrà costituito un board tecnico, la cui responsabilità verrà affidata al direttore del DEU (Dipartimento Emergenza Urgenza) della Asl Toscana centro, ossia il dottor Magazzini.
La seconda azione riconosce il valore dell'impegno del personale del pronto soccorso
Il modello di servizio del personale del pronto soccorso comporta un carico di lavoro notturno e festivo più elevato rispetto ad altri settori. Quindi la Regione ritiene necessaria da parte delle aziende sanitarie l'adozione di progettualità a sostegno della professionalità del personale del pronto soccorso, mediante la destinazione di un importo da bilancio. A partire dal 2019 e per tutta la durata della situazione di criticità nel sistema dell'emergenza urgenza, le somme per queste porgettualità saranno messe a disposizione delle aziende sanitarie  toscane attraverso attribuzioni a valere sul fondo indistinto.
L'importo, che verrà distribuito tenendo conto dei volumi di attività attesi, delle dotazioni di personale dei singoli pronto soccorso e delle tipologie di competenze e funzioni assegnate, verrà destinato al finanziamento di progetti incentivanti per il personale della dirigenza medica e del comparto che opera nel sistema dell'emergenza urgenza, e in particolare nei pronto soccorso della Toscana, che svolga attività assistenziale articolata sulle 24 ore.
Entro 15 giorni dall'approvazione della delibera, per assicurare un'applicazione omogenea delle progettualiutà incentivanti, verrà costituito un Gruppo tecnico regionale, che entro 60 giorni dalla sua costituzione dovrà procedere alla definizione di un accordo in merito agli importi destinati al finanziamento di questi progetti.
Per il consigliere regionale Nicola Ciolini, membro della Commissione Sanità: "Un’emergenza va affrontata come tale. E’ necessario quindi che venga considerata una priorità e bisogna agire velocemente, senza ricorrere a procedure troppo lunghe. Per questo le misure appena messe in campo dalla Giunta sono positive, si potrà reperire il personale individuando sia percorsi selettivi che percorsi formativi on the job da effettuarsi proprio pressi i servizi del sistema regionale dell’emergenza urgenza. Priorità  e velocità di attuazione. Sono questi i due criteri seguiti, per gestire il sistema di emergenza urgenza attualmente in affanno".
E.B.
 
Edizioni locali collegate:  Prato

Data della notizia:  24.04.2019 h 09:08

 
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