22.02.2016 h 12:02 commenti

Lo sguardo fiducioso di un adulto il miglior antidoto alle insicurezze dei nostri “vagabondi digitali”

Il virtuale diventa il rifugio di tanti adolescenti ma anche la finestra per aprirsi e sbirciare sul mondo. Questo spaventa molti genitori che devono imparare a rappresentare un punto di riferimento e una certezza per i figli
Lo sguardo fiducioso di un adulto il miglior antidoto alle insicurezze dei nostri “vagabondi digitali”
Insicuri, incerti, inadeguati, sempre più spesso si sentono così i nostri ragazzi di fronte alla vita. Con sguardi sfuggenti e atteggiamenti evitanti costruiscono difese estreme per arginare quell'ansia che stringe lo stomaco, annebbia la vista, indebolisce il corpo e la mente.
Il terrore del giudizio e dell'esclusione paralizza alle soglie di un nuovo inizio.
Ogni giorno diventa un ostacolo da superare, ogni incontro una nuova sfida da sostenere, sotto l'implacabile sguardo di un pubblico reale o immaginario pronto a schernire o a prendere in giro.
Intanto il loro corpo finora silente comincia ad urlare, ad imporsi, goffamente a prendere spazio fino ad ingombrare il desiderio di scomparire, di non essere visti.
Il virtuale diventa allora rifugio, barriera per sbarrare la porta, per non far entrare freddo da fuori, come l'Omoblov di gonceriana memoria. Al tempo stesso finestra per aprirsi e sbirciare sul mondo, veicolo per introdurre l'ideale di sé e del suo agognato modo di essere.
E navigano per ore, incuranti del tempo, perfino del sonno, dominati dall'incoercibile bisogno di connettersi e di comunicare come a volte non sanno nel contesto reale. Vagabondi digitali tratteggiano nuovi scenari che sorprendono e lasciano attoniti docenti e genitori.
Adulti che increduli, preoccupati e a tratti impotenti bussano allo studio con il dubbio e la domanda dell’esistenza di una possibile patologia: sì perché dentro un contesto dove tutto è possibile e raggiungibile, dominato da onnipotenza, recitato da ostentata sicurezza e popolato da “supereroi” stupisce l’emergere della fragilità e del limite che inevitabilmente l’umano comporta.
I nostri ragazzi quel limite ce lo sbattono spudoratamente in faccia facendoci a nostra volta sentire insicuri, incerti, inadeguati rispetto a quel nuovo antico che avanza. Sensazioni che non ci piacciono, a cui non siamo più abituati, che forse preferiremo etichettare come anomale e liquidare con l’assunzione di un farmaco pur di non doverci quotidianamente convivere. La consapevolezza della responsabilità genitoriale appesantisce poi il quadro aggravando ogni cosa e schiacciandoci sotto il peso dell’urgenza e della necessità di azione. Si sottolineano quindi incapacità e difetti, si ricordano omissioni in un flusso continuo di sordi rimproveri, si ripetono critiche incessanti ed infruttuose che si esauriscono lentamente in una resa agonizzante, lasciando i nostri ragazzi ancora più soli e distanti.
Saldi nell’insicurezza, tolleranti dell’imperfezione, pazienti di fronte alla non definizione, occorre rimanere forti. Nel buio cercare di intravedere ciò che brilla: quel poco tanto che essi riescono a mala pena a fare o ad essere, per poi a nostra volta restituirlo e mostrarlo. Lo sguardo fiducioso di un adulto convinto della loro riuscita sarà il più potente antidoto, il più efficace schermo verso ogni tipo di timore, perché permetterà loro di trovare il coraggio e di osare; sarà la base sicura da cui potersi allontanare per prendere il largo verso gli orizzonti dell'esistenza.
In questa delicata e fragile età della vita per aiutare è dunque importante resistere, sostenere, rinforzare, validare. E al tempo stesso non mollare, continuare a richiedere, essendo l'esigere indicatore della nostra fiducia nella loro capacità di farcela. E’ difficile ma è l'arma vincente per fornire (a loro e a noi stessi) parte dell'equipaggiamento necessario per affrontare la vita e per poter, con meraviglia e stupore, scoprire come in questo viaggio educando ci si educa, formando ci si forma, aiutando a crescere si cresce.
Teresa Zucchi
 
Edizioni locali collegate:  Prato
Leggi gli Speciali:  I nostri ragazzi e dintorni

Data della notizia:  22.02.2016 h 12:02

 
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